Sopra le nostre teste milioni di detriti in orbita!

Nei giorni scorsi s’è parlato molto sui media di un possibile impatto del morente ed incontrollabile satellite UARS sull’Italia. Come i non catastrofisti sapevano, le probabilità di una simile evenienza erano praticamente trascurabili: nell’ordine dello 0,9%. L’episodio è comunque servito a riaccendere il dibattito circa gli innumerevoli residui di satelliti, razzi vettori, borse per gli attrezzi (!) e quant’altro che orbitano sulle nostre teste e che rischiano ogni giorno di caderci addosso. Nel gergo astronomico sono chiamati space debris ovvero spazzatura spaziale. Di quanto questo fenomeno sia potenzialmente pericoloso per la nostra incolumità lo vediamo da alcune statistiche rilevate dal sito web della NASA dedicato alla spazzatura spaziale: Nel 1958 il satellite Vanguard I viene messo in orbita dagli Stati Uniti D’America. Sarà il primo detrito spaziale prodotto dall’uomo. Come detriti spaziali sono statiattrezzi sganciatasi dalla tuta – 19.000 sono i catalogati anche un guanto perso da Edward White e una macchina fotografica sfuggita a Michael Collins (Gemini 10), una borsa per gli spaziale di un’astronauta Shuttle (STS-126), svariati sacchi della spazzatura espulsi dagli abitanti della defunta stazione spaziale MIR e uno spazzolino da denti.detriti spaziali di dimensione superiore a 10 cm –  500.000 sono i detriti spaziali di dimensione compresa tra 1 cm e 10c m –  20.000.000 sono i detriti spaziali aventi dimensione inferiore a 1cm

Non è raro che alcuni di questi detriti abbiamo provocato danni a cose rientrando nell’atmosfera del nostro Pianeta. Leggendo su Wikipedia sono molti gli eventi storici che hanno caratterizzato il rientro nell’atmosfera di questi detriti, ma molti non sanno che alcuni di loro si sono formati dallo scontro con altri detriti presenti nello spazio. La prima e più grande formazione di detriti spaziali dovuta a collisione è avvenuta il 10 febbraio 2009 alle 16:56 UTC. Il satellite inattivo Cosmos 2251 ed il satellite operativo Iridium 33 si sono scontrati a 789 chilometri di altezza sopra la Siberia settentrionale. La velocità di impatto relativa è stata di circa 11.7 chilometri al secondo, approssimativamente 42.120 chilometri orar. Entrambi i satelliti sono stati distrutti. La collisione ha prodotto una considerevole mole di detriti (in numero stimato di 1700) che costituiscono un rischio aggiuntivo per i velivoli spaziali. Alcuni di questi resti sono già precipitati sulla Terra ed hanno provocato danni. Fortunatamente per ora nessuno di questi eventi ha coinvolto direttamente una persona. Le statistiche ci parlano che in un’area interessata alla caduta di un detrito spaziale le probabilità di essere colpiti sono 1 su 3.200. Ad esempio le probabilità di essere investiti da un auto sono di 1 su 10.000. Nel mondo le probabilità di essere colpito da un oggetto proveniente dagli strati alti dell’atmosfera sono 1 su 20.000.000.000 Se tutto ciò ci rassicura è comunque necessario prendere delle misure per evitare che in futuro si possano formare altri detriti. […]

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