Sindrome NIMBY nel nucleare: qualche dato sull’autosufficienza energetica delle regioni italiane

Il governatore della Lombardia appare contrario alla realizzazione di una centrale nucleare in Lombardia. Formigoni sostiene che è ottimo il piano nucleare nazionale, ma una centrale in Lombardia è inopportuna in quanto inutile affermando che la regione è energeticamente autosufficiente. Anche Renata Polverini, non appena nominata governatore del Lazio, sciogliendo il suo pensiero sul nucleare, aveva dichiarato “ la regione sarà prestissimo autosufficiente e sarà persino in surplus”.

Al giorno d’oggi il concetto di autarchia energetica regionale non è facile da giustificare né da spiegare. Ma l’imbarazzo, quello vero, ha altre solidissime ragioni. Secondo alcuni gli criteri analitici, queste argomentazioni sono sbagliate. Per cui niente surplus energetico per Lombardia e Lazio. Secondo il sito web di Terna, il gestore della rete di trasmissione elettrica nazionale e quindi supremo testimone dello stato dei fatti, la Lombardia è in deficit elettrico strutturale. Consuma più di quel che produce. Nel 2009 lo squilibrio e addirittura aumentato rispetto all’anno precedente: oltre 21mila gigawattora (erano 17mila nel 2008), un terzo o poco meno (32%) del fabbisogno regionale. Un deficit che la regione colma “trattenendo” addirittura la metà dell’energia frutto di tutte le importazioni italiane di elettricità dall’estero, che passano proprio di lì. Entrano in Lombardia 23mila GWh, ne escono verso le altre regioni italiane meno di 2mila, mentre l’intero territorio nazionale per fronteggiare il suo deficit globale di elettricità importa circa 14% del suo fabbisogno (45mila giga wattora su circa 320 mila consumati nel 2009).

Nel 2010 è proseguita però l’opera di potenziamento del nostro sistema elettrico, e che con il pieno regime delle nuove centrali frutto anche e soprattutto della liberalizzazione del settore stiamo velocemente recuperando un equilibrio potenziale o addirittura un surplus della nostra capacità di generazione. Ma se guardiamo agli equilibri produttivi regionali e li correliamo alla spinosa questione delle nuove centrali nucleari ecco alcune incontrovertibili evidenze.

Stando ai dati di fine 2009 il saldo di dipendenza dalle importazioni dell’intero Paese (45mila GWh) corrisponde a quanto potrebbero produrre i quattro reattori nucleari Epr “tricolori” che Enel e Edf vorrebbero realizzare nel nostro paese. Governatori e relative popolazioni da esonerare perché non importano, e magari esportano elettricità? Sorpresa, ma non troppo: proprio la Lombardia è la regione italiana con il deficit più elevato di tutte in termini assoluti, più del doppio della media nazionale. Seguono Veneto (-15.275 GWh, 50,5%), Lazio (-13.154 GWh, 52,5%) Campania (-9mila GWh, 48%), Marche (-4.mila GWh, 51 per cento). Tutti territori dovrebbero correre e combattere non per ostacolare, ma per ospitare le nuove centrali nucleari. Lo stesso dovrebbero fare i governatori del Veneto, delle Marche, della Campania e della Basilicata, che producono la metà dell’elettricità che consumano. Se la possono giocare la Sicilia, Sardegna e il Friuli, che sono il sostanziale equilibrio. Strada concettualmente sbarrata alle centrali nucleari, per le regioni che sono in evidente surplus di produzione elettrica: il Trentino grazie all’idroelettrico, ma anche la Liguria e la Calabria (50% in più rispetto ai consumi), il Molise con la sua produzione triplicata rispetto al fabbisogno, la Puglia (ben oltre il doppio).

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