Grazie alla fotografia virtuale U6 Studio abbatte le emissioni di CO2

Con la sua attività, U6 Studio permette alle aziende sue clienti di abbattere di circa 4 tonnellate le emissioni di CO2. Grazie alle immagini 3D fotorealistiche, le industrie d’arredamento non devono più realizzare mobili e oggetti d’arredamento da far fotografare per i loro cataloghi. Ciò significa nessun albero abbattuto per produrre mobili, nessuna vernice per predisporre i set e nessun camion per portare il materiale agli studi fotografici. U6 Studio, uno dei leader nel settore delle fotografie virtuali 3D applicate all’arredo e al design, è un’azienda dal cuore green.Una delle prime a portare in Italia questa innovativa soluzione e a permettere alle industrie del settore arredo e design di ottimizzare i tempi e i costi per la realizzazione dei loro cataloghi, grazie alla sua attività permette alle aziende di abbattere notevolmente le loro emissioni di CO2 di circa 4 tonnellate per catalogo. Questo perchè le immagini 3D fotorealistiche realizzate al computer da U6 Studio evitano alle aziende di dover costruire, assemblare, dipingere e trasportare i mobili o gli oggetti d’arredo per allestire i set fotografici da cui ricavano le immagini da inserire nei cataloghi.

Grazie alle fotografie virtuali 3D queste operazioni, che comporterebbero l’abbattimento di numerosi alberi per realizzare gli arredi, l’utilizzo di ettolitri di vernice per dipingere i mobili e le pareti dei set, nonchè l’utilizzo di camion per trasportare il materiale presso gli studi fotografici, non sono più necessarie e permettono di evitare l’immissione nell’atmosfera di circa 4 tonnellate di CO2 per ogni catalogo commissionato.

“Se pensiamo che per allestire un solo set ci vogliono circa 20 litri di vernice, nonchè solventi, colle e legnami per costruire i mobili da fotografare, che devono poi essere trasportati dai camion verso gli studi fotografici, il risparmio per l’Ambiente è evidente” ha detto l’Amministratore di U6 Studio, Romy Tesei. Con il nostro lavoro possiamo evitare tutto ciò, perchè gli ambienti vengono sviluppati in modo virtuale da noi” ha continuato il socio Francesco Bonifazi.

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