Raggiunto un accordo sul pacchetto clima: gas serra ridotti del 40% entro il 2030

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L’eurozona risponde alla lotta al cambiamento climatico impegnandosi a ridurre i gas serra della metà entro il 2030

L’ambizioso traguardo che il vecchio continente si promette di raggiungere in 15 anni per far fronte al riscaldamento climatico e la dipendenza energetica all’estero, è quello che l’Europa abbasserà le emissioni di CO2 della metà entro il 2030. L’accordo sul pacchetto clima è stato sottoscrtto dai leader dei 28 paesi e accolto con entusiasmo tramite Twitter dal Presidente del Consiglio europeo Van Rompuy. Il rapporto prevede una riduzione obbligatoria di gas serra del 40% entro il 2030 nell’insieme dell’Unione Europea e prevede di portare al 27% la produzione di energia pulita sul totale dell’eurozona, inoltre negli stessi tempi e nelle stessa percentuale sarà l’incremento dell’efficienza energetica, anche con l’utilizzo di tecnologie a risparmio energetico. Il pacchetto prevede anche un obiettivo ambizioso cioè quello di migliorare sostanzialmente le reti elettriche, cosa che può aumentare risparmio ed efficienza. L’intesa per l’interconnessione delle reti prevede due step: il primo entro il 2020 che prevede di raggiungere il 10%di reti in comune, per poi arrivare alla sosglia del 15% entro il 2030.Per incrementare l’interconnessione l’Unione Europea si è impegnata a mettere sul tavolo aiuti finanziari e altre forme di sostegno a sostegno dei progetti per questo fine. La parte centrale dell’accordo , che ha impegnato le parti in lungo dibattito è la questione della ripartizione degli oneri che è centrale per i paesi più poveri, soprattutto quelli dell’Europa orientale che sono ancora dipendenti dai combustibili fossili come il il carbone, rispetto ai paesi più ricchi che si affidano al nucleare. Verranno creati anche meccanismi di sostegno del sistema delle quote di emissione di CO2 europee, tra cui un Fed Funds su una piccola parte delle vendite di questi certificati che verrà meso a disposizione di questi. La Spagna e il Portogallo hanno richiesto una migliore interconnessione con le reti energetiche europee, gli spagnoli aspetteranno il finanziamento del piano di investimenti di 300 miliardi di euro da presentare entro la fine dell’anno da parte della nuova Commissione Juncker.

Fonte: Repubblica.it

In pochi, però, hanno capito l’importanza di un audit energetico realizzato da professionisti. Se gli Stati sovrani investissero di più in questa forma di “approfondimento”, forse avrebbero raggiunto già dei migliori risultati

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