Per un Natale ecologico … attenzione alle lucine!

A proposito del Natale! Come trascorrere le vacanze in modo ecologico? E soprattutto come risparmiare energia visto che l’utilizzo delle tradizionali luci natalizie è dura a morire? I più “ecologisti” le accendono solo per poche ore ogni tanto, quando si trovano nella stanza in cui c’è l’albero, ma nella maggior parte dei casi esse vengono accese tutto il giorno, ad eccezione della notte, e a volte vengono accese l’8 dicembre e spente il 6 gennaio. Le lucine sono piccole e la quantità di energia consumata è poca, tant’è che sulla bolletta della corrente molto probabilmente l’incremento dei consumi sarà lieve. Ma a livello nazionale e a livello mondiale i costi crescono vertiginosamente. Di conseguenza la notevole quantità di energia che si consuma, è destinata ad assumere un considerevole impatto ambientale in termini di produzione di emissioni di anidride carbonica e di inquinamento dell’aria.

Quindi per risolvere il problema legato all’illuminazione della casa nel periodo di vacanza più consumistico dell’anno, le luci LED rappresentano una possibilità importante in tema di risparmio energetico per un Natale 2010 green.

Forniamo un po’ di dati :

nel periodo compreso tra i mesi di novembre e gennaio di ogni anno vengono ormai sempre più gioiosamente installate nelle nostre case decorazioni luminose natalizie alimentate dalla rete elettrica a 220V che, prendendo in considerazione soltanto quelle accese dentro casa, ci portano a consumare, mediamente, una potenza elettrica di circa 45 Watt in più rispetto ai normali consumi quotidiani. Si stima che in Italia circa 57 milioni di unità abitative accendano alberi di natale addobbati con decorazioni luminose alimentate a 220V. Tale atmosfera di festa luminosa richiede però alla nostra rete elettrica nazionale di avere una disponibilità d’energia pari a 2 Miliardi e 565 Milioni di Watt, cioè 2.565 Mega Watt, cioè 2,56 Giga Watt (senza contare quindi gli alberi natalizi e le decorazioni/addobbi luminosi che vengono accesi lungo le vie, nei negozi e nelle principali piazze di ogni comune o località che assorbono sicuramente molto di più dei nostri stimati 45 watt domestici); Generalmente questi nostri “piccoli” consumi elettrici non costituiscono purtroppo un particolare interesse ai fini del risparmio energetico generale di ogni singola utenza elettrica domestica. Viste però le conseguenze ormai “globali” che ogni nostra piccola azione o comportamento può recare all’ambiente, se raffrontate ad una visione generale più ampia (nazionale, europea o mondiale), ci rendiamo conto di quanto ognuno di noi può e deve concretamente fare per poter invertire la tendenza, ormai generalizzata, di un continuo e progressivo aumento della richiesta energetica soprattutto da parte dei paesi industrializzati del mondo.

Anche altri nostri comuni e “modesti” consumi elettrici personali, moltiplicati per tutti

gli utilizzatori nazionali, ci devono far riflettere sulla problematica degli eccessivi

consumi e degli sprechi energetici in generale: ricarica della batteria del cellulare:

•il consumo medio di un caricabatteria da rete a 220V, durante la ricarica delle

batterie del telefono cellulare, è di circa 8 Watt;

•il numero dei telefoni cellulari normalmente attivi contemporaneamente in Italia

(stime molto per difetto) è di circa 30 milioni;

•la potenza elettrica necessaria alla nostra rete elettrica nazionale

(www.terna.it ) necessaria per poterli ricaricare tutti è quindi di 240 milioni di

Watt, cioè 240 Mega Watt, (in pratica una centrale elettrica, es.

termoelettrica, si deve occupare soltanto di ricaricare le batterie dei nostri

cellulari); lucine notturne, segnapasso o decorative: chi di noi non ha mai visto accese (soprattutto nelle camere da letto, nei vialetti d’ingresso delle case, nei giardini, ecc.) quelle simpatiche lucine (anche colorate) che rendono meno “spaventoso” il buio notturno?.

Queste lucine (anche le più moderne dotate di trasformatore a bassa tensione e luci a basso consumo) consumano mediamente dai 3 ai 5 Watt se collegate alla rete elettrica a 220V. Si stima (anche in questo caso molto in difetto rispetto alla realtà e senza contare le lucine a led che rimangono accese negli apparecchi quando vengono lasciati in stand-by) che di notte siano accese in Italia circa 60 milioni di “piccoli punti luce” notturni che gravano sui consumi elettrici nazionali per un totale di circa 300 milioni di Watt, cioè 300 Mega Watt. Ecco che in pratica un’altra grossa centrale termoelettrica (a carbone, petrolio o gas) deve rimanere accesa per alimentare le nostre piccole lucine domestiche.

Questi esempi di “piccoli e trascurabili” consumi elettrici della nostra quotidianità, visti però nella loro globalità (ricordiamo soltanto a livello nazionale e molto in difetto rispetto alla realtà), ci devono far riflettere sul dovere di attivarci da subito in modo da poter agire, anche nel nostro piccolo, con delle concrete azioni quotidiane di risparmio energetico di tutte le fonti di cui disponiamo (energia elettrica, acqua, combustibili in generale, ecc.). E visto che facciamo parte di quella parte del mondo (20%) che assorbe la maggior parte delle risorse energetiche mondiali (70%), abbiamo veramente il dovere di agire immediatamente e prioritariamente ai fini della riduzione dei consumi e delle emissioni di gas serra nonché all’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili, (fotovoltaico, eolico, idroelettrico e geotermico). Al riguardo, se vogliamo realizzare un piccolo generatore ad energia solare fotovoltaica in grado di produrci elettricità da fonte pulita e rinnovabile, ecco di seguito un esempio pratico che ci permetterà di: ricaricare mle batterie dei nostri apparecchi elettronici (telefoni cellulari, i-Pod, palmari, radio, macchine fotografiche digitali, ecc.); alimentare le decorazioni luminose per le festività; accendere lampade d’ambiente, “lucine notturne” o illuminazioni d’emergenza anti blak out.

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Fonte: www.wutel.net

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