Nuova direttiva comunitaria per gli “edifici ad energia quasi zero”

Come scritto da Rossella Calabrese, su www.edilportale.com il 20 di maggio verrà pubblicata a breve sulla Gazzetta Ufficiale della Ue la nuova direttiva comunitaria sul rendimento energetico in edilizia, a seguito del via libera dato dal Parlamento europeo. La stessa promuove il miglioramento della prestazione energetica degli edifici, tenendo conto delle condizioni locali e climatiche e dell’efficacia sotto il profilo dei costi, e delinea inoltre un  quadro comune generale per il calcolo della prestazione energetica degli edifici al quale gli Stati membri dovranno adeguarsi. Tale calcolo si basa sulle  caratteristiche termiche dell’edificio e delle sue divisioni interne, degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda, di condizionamento, di illuminazione. Sono inoltre determinanti a tal fine l’orientamento dell’edificio, i sistemi solari passivi e di protezione solare, ecc. Il calcolo della prestazione energetica viene inoltre differenziato in base alla tipologia di edificio Entro il 30 giugno 2011 la Commissione stabilirà inoltre  un quadro metodologico comparativo per l’individuazione dei livelli ottimali, in funzione dei costi, dei requisiti di prestazione energetica per edifici ed elementi edilizi. La direttiva prevede, tra le altre cose, che vengano redatti piani nazionali destinati ad aumentare il numero di “edifici a energia quasi zero” e disciplina la certificazione energetica. Trattasi comunque di requisiti minimi, i quali  non impediscono agli Stati membri di mantenere o prendere provvedimenti più rigorosi. L’“edificio a energia quasi zero” è un edificio ad elevatissima prestazione energetica, il cui fabbisogno energetico, in ogni caso molto basso, dovrebbe essere coperto in misura molto significativa da energia da fonti rinnovabili. Entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere “edifici a energia quasi zero”. Per gli edifici pubblici questa scadenza è anticipata al 31 dicembre 2018.

Gli edifici esistenti sottoposti significative ristrutturazioni devono migliorare la propria prestazione energetica, così da potere anch’essi soddisfare i requisiti minimi. Tra le eccezioni si annoverano gli edifici tutelati per il loro valore architettonico o storico, gli edifici adibiti a luoghi di culto, i fabbricati temporanei, i siti industriali, le officine, gli edifici agricoli; gli edifici residenziali utilizzati meno di 4 mesi all’anno; i fabbricati indipendenti di superficie inferiore a 50 m2.

La UE metterà inoltre a disposizione adeguati strumenti di finanziamento e incentivi perla realizzazione di quanto si è detto finora. Gli Stati membri dovranno dunque a tal proposito predisporre gli strumenti più pertinenti sulla base delle circostanze nazionali, ed entro il 30 giugno 2011 dovranno redigere un elenco delle misure e degli strumenti esistenti e proposti.

Gli Stati membri dovranno istituire un sistema di certificazione energetica degli edifici che comprenderà la prestazione energetica dell’edificio e i valori di riferimento, quali i requisiti minimi di prestazione energetica, per far si che i proprietari o locatari  possano valutare la prestazione energetica. Il certificato avrà validità massima 10 anni

La nuova direttiva sostituirà la direttiva 2002/91/CE, che sarà abrogata dal 1º febbraio 2012.

Energia, ambiente e risorse naturali
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