Obiettivo dei ricercatori della Facoltà di Fisica di Perugia: Catturare l’energia prodotta dal rumore

Al dipartimento di fisica dell’Università di Perugia “si fa essenzialmente ricerca, usiamo il cervello, ma ci sporchiamo anche le mani con piccoli esperimenti , io e i sei collaboratori del mio gruppo (Helios Vocca, Flavio Travasso, Francesco Orfei, Igor Neri, Valbona Ramci e Silvia Lombardi), tutti precari, e non da oggi, con contratti da 1-2 anni da poco più di mille euro al mese…”; sorride Luca Gammaitoni, 50 anni, il ricercatore con una passione smisurata per il suo lavoro, già autore di 8 brevetti e con un sogno nel cassetto: catturare il rumore che produciamo per ottenere energia. “Il rumore – ci spiega il Professor Gammaitoni – tutto il rumore da cui ogni giorno siamo più o meno inconsapevolmente circondati … rappresenta una  fonte di energia potenzialmente preziosa. Così come il tremore del terreno, il movimento delle persone o le oscillazioni causate dal vento. Ma se si vuole il concetto scientifico di rumore si estende anche al settore visivo, ad esempio quando le immagini della tv ci appaiono distorte, quando appare la nebbiolina, oppure nel campo delle telecomunicazioni , tutte le volte che non sentiamo bene la radio, non prendiamo la frequenza giusta o non distinguiamo con chiarezza le comunicazioni al cellulare. Si tratta di una gamma di vibrazioni vastissime, come è facile intuire, dovute alla natura stessa di tutti gli oggetti  materiali, ed è presente dappertutto e ad ogni scala di grandezze, da quella atomica a quella percepibile dai nostri sensi. Per questo siamo circondati da una fonte di energia pulita, sfruttabile ovunque e praticamente inesauribile”. Tutto ciò è stato dimostrato a Perugia in occasione del 150° dell’Unità d’Italia presso uno stand in cui la gente entrava e soltanto calpestando il pavimento, produceva un’energia sufficiente per accendere le luci tricolore che formavano la bandiera italiana. “Del resto – prosegue – stiamo parlando di una legge della fisica: ad una certa temperatura tutti gli oggetti materiali oscillano in modo casuale. Rumore è anche la vibrazione delle molecole a qualunque temperatura superiore allo zero assoluto, cioè solo a meno 273 gradi starebbero ferme. Parliamo in questo caso di rumore termico.” Questa scoperta, spiega il professor Gammaitoni, è nota come “moto browniano” e si deve al monaco e botanico inglese Robert Brown, che nel 1828 dimostrò come un granello di polline immerso nell’acqua non sta mai fermo perché è mosso dalle molecole dell’acqua. La domanda è: come catturiamo il rumore prodotto da un auto che corre o da un concerto rock? La risposta non è semplice proprio perché tutto vibra in modo casuale. Nella sua intervista il Professor Gammaitoni ci racconta di aver realizzato con la sua équipe, un progetto a Perugia “che avrebbe prelevato energia dai pannelli che si trovano in autostrada, invece che fonoassorbenti sarebbero diventati produttori di energia. Non tantissima, diciamo quella sufficiente per far funzionare i pannelli luminosi o altri dispositivi elettrici, ma ci è stato risposto che il progetto non interessava. Nel caso di un concerto rock catturare energia dal rumore consentirebbe quantomeno di recuperare quelle impiegata per il concerto stesso che potrebbe autoalimentarsi…”.  Attualmente la ricerca del professor Gammaitoni e della sua équipe è rivolta a mettere  a punto delle batterei di nuova generazione, dei micro generatori necessari per alimentare in modo wireless dispositivi elettronici grandi quanto un granello di sabbia, che debbono poter funzionare senza l’uso di batterie classiche. “Gli scopi per cui possono essere utilizzati questi granelli sono molteplici: dal monitoraggio ambientale alle diagnosi mediche. Sono così minuscoli che possono essere gettati nell’aria come coriandoli o spalmati sul corpo come crema. Poi una centralina, ad esempio un cellulare potrà rilevare una serie inimmaginabile di dati: dalla stabilità di un ponte o di un grattacielo alle vibrazioni di un vulcano, da quante auto passano su un determinato tratto di strada, alla pressione arteriosa, al calore del corpo umano, all’insulina presente nel sangue. Quasi un chek-up completo…” Per realizzare ciò la ricerca è partita dagli oscillatori lineari, che esistono da molto tempo e consentono di convertire le oscillazioni dovute alle vibrazioni e quindi al rumore, in energia elettrica. Il progetto del professor Gammaitoni e dei suoi collaboratori consiste in un oscillatore non lineare in grado di ricavare energia da un ampio spettro di vibrazioni e pertanto sfruttabile in ogni condizione ambientale. Il prototipo misura un millimetro cubo, ma quando sarà realizzato, afferma Gammaitoni, potrà essere anche più piccolo, non esauribile e privo di elementi dannosi per l’ambiente. Per  far capire proprio a tutti questo esperimento è stato creato un video su You Tube http://www.youtube.com/watch?v=kdEdcnRms4U (chiaramente i microgeneratori sono stati ingranditi in scala per poterli mostrare) e sapete perché è stato fatto? “Perché ormai chi fa ricerca deve comunicare, chi ottiene soldi pubblici in questo momento, ha quasi il dovere di far sapere a più gente possibile cosa sta facendo. Fino a qualche anno fa un intervista mi sarebbe forse costata i rimbrotti benevoli di altri professori, giudicata inutile. Ora il vento è cambiato e chi lavora seriamente è bene lo faccia sapere”.

Tratto da “Il Giornale dell’Umbria”

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