L’Europa va sempre più verso il gas di scisto. Quali vantaggi e quali problemi.

Trivellazioni per ottenere gas di scisto (o shale gas)L’Ansa ci comunica che in Polonia è stato avviato l’estrazione del gas di scisto (in inglese shale gas) dalla cittadina di Lebork, nel nord, con una produzione di 8 mila metri cubi al giorno. Tale notizia si collega a molte altre apparse su tutti i giornali e portali web relative ad una nuova strategia dell’Unione Europea che vedrebbe proprio nel gas di scisto il suo punto più innovativo per cercare una maggiore indipendenza energetica.

Tale soluzione prevede, sostanzialmente, trivellazioni attraverso il metodo del “fracking”, cioè effettuando piccole fratture idrauliche su rocce sotterranee catturando il gas che esse provocano.

 Naturalmente tutto questo è oggetto di forte discussione. I pareri sul gas di scisto sono fortemente contrastanti. Da un lato il gas di scisto potrebbe portare importanti vantaggi dal punto di vista economico, liberando i vari paesi europei dalla morsa della dipendenza da petrolio fornito da Stati extra UE; dall’altro in molti accusano che tale metodo provoca degli inevitabili mini sismi sotterranei che cambiano di giorno in giorno la nostra struttura terreste, provocando smottamenti, buchi nel terreno ed anche terremoti.

Lo “shale gas” ha avuto la sua grossa impennata dal 2008 negli USA, allorquando sono state finanziate trivellazioni a grosse compagnie su importanti terreni e ciò ha alimentato anche una speculazione finanziaria perché le banche di investimento ne hanno intravisto un futuro roseo. Ciò che sta accadendo attualmente negli States è invece che le trivellazioni del gas di scisto non stanno portando i frutti sperati in termini di resa energetica e pertanto le aziende finora impegnate su questo fronte si sono bloccate, hanno smesso di fare nuove trivellazioni e di conseguenza sta scoppiando la bolla finanziaria che alimentava questo mercato.

L’Europa, invece, crede in questo nuovo prodotto energetico e, pur mettendo paletti e condizioni (una fra tutte la riduzione del prezzo del gas al consumo), ha sostanzialmente dato via libera ai singoli stati membri di procedere alle trivellazioni laddove studi geologici lo permettano.

Da un lato quindi, potenziali vantaggi economici ed una parziale riduzione della dipendenza energetica.

Dall’altro mini terremoti sotterranei che mutano la geomorfologia del nostro pianeta.

A voi il giudizio!

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