L’epidemia “green” investe il settore nautico

Anche il settore nautico è investito dall’epidemia “green. In questo settore oggi si può osservare una svolta importante tutta all’insegna del “risparmio”. La crisi degli ultimi due anni ha cambiato profondamente lo stile di vita delle persone e dei clienti dei cantieri che espongono i loro yacht a Genova: oggi un armatore non chiede più quanto è veloce una barca, ma quanto consuma e quanto costa l’ormeggio. Risveglio di una coscienza verde o mera convenienza? L’unica certezza è che il sentimento “green” oggi esplode come un’epidemia in tutti i settori, anche in quello nautico.

La collaborazione tra i cantieri nautici Frauscher e la Steyr Motors ha portato allo sviluppo del primo sistema al mondo a propulsione ibrida prodotto in serie per imbarcazioni da diporto, unico sul mercato mondiale della nautica di dimensioni medio piccole. La tecnica messa a punto potrebbe rappresentare l’inizio di un nuovo capitolo “green” nella storia della propulsione perché non solo assicura zero emissioni di CO2, ma rende possibile anche eseguire manovre di attracco a bassa velocità e navigare in modo silenzioso nelle aree portuali, oltre ad eliminare anche la necessità di avere in barca un gruppo elettrogeno separato per l’alimentazione delle apparecchiature di bordo. Si naviga a una velocità di 5 nodi utilizzando la sola propulsione elettrica, mentre una volta avviato il motore a combustione, questo viene accelerato e integrato dal propulsore elettrico, assicurando una rapida planata, riducendo il consumo di carburante, migliorando la curva di coppia e la dinamicità del motore stesso.

Un altro filone che guiderà il prossimo anno nautico all’insegna del “verde” è quello delle Expedition Boat: sono barche vagamente sportive lunghe almeno una trentina di metri, con meno spazio dedicato alle cabine in favore dei cosiddetti giochi acquatici: piccoli sottomarini, automobili anfibie e hovercraft. Come dice la parola servono per esplorare, per arrivare cioè dove le altre barche fino a oggi non sono arrivate, grazie alle motorizzazioni ibride per esempio, oppure grazie a un’autonomia intorno alle 5000 miglia, ai generatori sempre più potenti e alla creazione di nuove celle per conservare l’immondizia: delle barche eco-friendly non possono certo inquinare gli oceani.

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Energia, ambiente e risorse naturali
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