L’efficienza energetica nelle costruzioni. La normativa europea

L’introduzione della certificazione energetica sta determinando nuove condizioni di mercato alle imprese e ha posto le premesse affinché progettisti e il costruttori rispondano ai requisiti dettati dalla normativa che attua in Italia la direttiva 2010/31/UE sull’efficienza energetica degli edifici. Questa sta innovando profondamente le modalità costruttive degli edifici e dei connessi impianti di climatizzazione attraverso un approccio integrato nella progettazione: si guarda più all’armonia tra aspetti puramente estetici o funzionali e efficienza energetica.

C’è bisogno però di una vasta azione di comunicazione per informare correttamente tutti i soggetti interessati al tema del risparmio energetico nell’edilizia e dell’applicazione della normativa sulle tecnologie che aumentano la funzionalità e il risparmio energetico con l’impiego di componenti e materiali innovativi, che nel frattempo stanno dando un grande impulso al contenimento dei consumi nel settore civile.

Parlando di normative, nel giugno scorso la Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea ha pubblicato una nuova direttiva, 2010/31/UE, sulla prestazione energetica nell’edilizia, che aggiorna e sostituisce la precedente 2002/91/UE e dovrà essere recepita dai Paesi membri in maniera graduale a partire dal luglio 2012. Tra le misure introdotte, particolarmente significativo è l’obbligo per i Paesi Membri di provvedere affinché entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione siano “edifici a energia quasi zero”, cioè ad altissima prestazione energetica, in cui il fabbisogno energetico molto basso sia coperto in misura molto significativa da energia da fonti rinnovabili, compresa quella prodotta in loco o nelle vicinanze.

Secondo il professor Pierangelo Andreini, Ordinario del Politecnico di Milano, negli ultimi anni l’edilizia europea ha registrato continui miglioramenti sotto il profilo delle prestazioni energetiche, specie in alcuni paesi, ma è un comparto che tuttora offre margini di intervento molto elevati a favore di una maggiore efficienza energetica, tanto più se si considera che nell’arco della vita utile gli edifici consumano complessivamente per il loro esercizio (fabbisogni termici ed elettrici) una quantità di energia notevolmente superiore, mediamente di almeno un ordine di grandezza, di quella necessaria per la loro costruzione (energia per la produzione di materiali e componenti, energia consumata per l’ assemblaggio e gli altri consumi legati all’ attività edilizia). Di quest’ultima la quota riferibile ai componenti che hanno un impatto diretto sulla riduzione del fabbisogno energetico annuo degli edifici (materiali isolanti, generatori ad alto rendimento, impianti per lo sfruttamento delle energie rinnovabili, apparecchiature di regolazione e controllo, ecc.) è relativamente marginale e tale da assicurare ampiamente l’opportunità di adottare politiche di risparmio sempre più rigorose, anche in termini di rapporto costi-benefici. L’impegno della politica comunitaria per migliorare progressivamente l’ efficienza energetica nella climatizzazione invernale ed estiva dell’intero parco edilizio è, quindi, un’azione prioritaria, anche perché significa incidere, con ritorni immediati, su un settore importante, quello civile, che in Europa assorbe i due quinti circa del fabbisogno energetico complessivo. E questi ingenti consumi possono ridursi considerevolmente, unitamente alla connesse emissioni di CO2, specie operando sugli edifici esistenti con interventi di risanamento dell’ involucro edilizio e di ammodernamento degli impianti.

Al fine di raggiungere gli obiettivi dati dalle normative comunitarie ed europee è necessario che si intensifichi lo scambio di conoscenze tra comunità scientifica, professionale e produttiva, arrivando a interessare gli stessi fruitori del comfort abitativo che ne sostengono la spesa. E questo si potrebbe ottenere radicando il valore del risparmio energetico nel complessivo sistema dei valori del comparto edilizio, per poi agire sui meccanismi di finanziamento, che costituiscono il vero fulcro del processo di decision-making. In questo modo si potrebbe favorire un’intesa tra committenti, imprese e professionisti che trasformi il rispetto delle norme in opportunità di crescita.

E’essenziale, quindi, un maggiore impegno dei tecnici per illustrare le caratteristiche delle tecnologie impiantistiche più efficienti, che aumentino la funzionalità e il risparmio energetico nel riscaldamento ambientale, con ciò promuovendo l’impiego di componenti e materiali innovativi e un più ampio ricorso all’informatica e alla sensoristica.

Sempre il professor Andreini sostiene che per il successo della politica di efficienza energetica nel settore civile occorre attuare una massiccia campagna informativa finalizzata a coinvolgere e sensibilizzare tutti i soggetti interessati dall’applicazione della normativa. Occorre potenziare il ruolo dell’informazione, per arrivare a sensibilizzare tutti i diversi attori della filiera del mercato delle costruzioni, sino ai fruitori finali dell’edificio, che possono e devono sentirsi elemento centrale del processo. A questo scopo –sostiene ancora Andreini – è necessario che l’Esecutivo e gli stakeholder adottino articolati e capillari piani di comunicazione che raggiungano efficacemente anche questi ultimi, per coinvolgerli pienamente e consapevolmente nelle politiche degli acquisti e degli investimenti.

Lo sforzo comunicativo deve farsi primariamente carico di assicurare, nel contempo, una forte crescita delle conoscenze tecniche e delle capacità professionali degli operatori del settore edilizio, ai vari livelli, progettisti, costruttori, installatori, certificatori energetici, produttori e venditori di componenti innovativi, ecc.. a questo proposito segnaliamo il manuale “Climatizzazione degli edifici”, ora uscito per i tipi Hoepli, a seguito dell’entrata in vigore dell’ultima regolamentazione nazionale sull’efficienza energetica delle costruzioni. Nei 21 capitoli nei quali è articolato, il volume tratta gli aspetti tecnici e normativi della climatizzazione invernale nel loro intero complesso e analizza, nello specifico, i nuovi vincoli introdotti dalle recenti disposizioni. Ciò per ricavarne tutti i possibili orientamenti, ai fini di una corretta progettazione e messa in opera del sistema edificio impianto, e i corrispondenti vantaggi, nel miglioramento delle prestazioni energetiche e di comfort degli ambienti di vita, che rispettando valori ottimali del rapporto costi-efficacia salvaguardino nell’insieme l’interesse dei committenti e della crescita competitiva dell’intero sistema delle imprese.

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