La Green Economy: boom o bluff? Opinioni a confronto (Conclusione)

Nella diatriba tra sostenitori o meno delle fonti rinnovabili, con o senza incentivi statali, non è detto che ci dovrà pur essere un vincitore. Veniamo alle opinioni di alcuni esperti di politiche energetiche. Mario Galeotti, docente di Economia dell’ambiente e dell’energia alla Statale di Milano risponde alle provocazioni dell’istituto Bruno Leoni sulla retorica inefficiente che ruota intorno alle fonti rinnovabili sostenendo che sicuramente nell’esposizione di certi fatti talvolta si pecca di retorica e di trionfalismo, ma sicuramente il trend in favore della green economy e delle rinnovabili che si sta registrando in Italia è innegabile.

Per lo studioso questa tendenza è sicuramente riconducibile alla necessità di diversificare le fonti di approvigionamento di energia per dipendere meno dal petrolio. Fatto del tutto positivo visto che porterebbe il nostro Paese a dipendere molto meno da fonti fossili e da fornitori come la Russia o l’Algeria. Da non sottovalutare il fatto che la green economy è stata utilizzata in molti paesi come occasione per varare pacchetti di stimolo all’economia. Pensiamo a Cina e Corea, o in Europa alla Germania, che hanno deciso di investire diversi miliardi in queste tecnologie, creando grandi occasioni di business per gli operatori di settore. L’Italia , secondo Galeotti, non può restare indietro. Inoltre sostiene che dire “non ci sono prove dei mutamenti climatici” sia una provocazione e che l’Istituto Leoni non abbia considerato gi effetti sul lungo periodo.

Alberto Clò – già Ministro dell’Industria , uno dei massimi esperti di politiche energetiche e docente di economia dell’industria a Bologna, nonché rappresentante di varie Aziende di settore – sostiene che gli incentivi alle fonti rinnovabili in Italia crescono in modo smisurato. Nel 2010 il fotovoltaico costerà circa 1 miliardo di euro di sussidi e negli anni a venire potremmo arrivare a 4. E allora Clò propone una “moralizzazione dei sussidi”. Cosa significa?

L’esperto sostiene che laddove si concentra un alto tasso di sussidi statali si genera una massa enorme di richieste, molte delle quali sono finalizzate a ottenere l’autorizzazione senza poi svilupparne il progetto realmente. Questo succede perché in Italia c’è un traffico illecito di autorizzazioni, poiché ci sono soggetti a cui vengono rilasciate, ma che poi ne fanno “buon uso ” rivendendole. Un fenomeno che va fermato. Mentre altri grandi Paesi – come per esempio la Germania – sono riusciti a fare di questo settore un volano per l’industria nazionale di settore, l’Italia no. Per questo Clò propone una rimodulazione dei sussidi: essi andrebbero commisurati ai costi effettivamente sostenuti, le soluzioni effettivamente più efficienti premiate. Inoltre, sempre secondo l’esperto, bisognerebbe uscire da una logica assistenziale per cercare di incentivare la creazione di una filiera manifatturiera italiana del settore, valorizzando know-how e capacità imprenditoriali che nel nostro Paese abbondano. Occorre altresì puntare sul risparmio energetico che in Italia viene consapevolmente trascurato.

Insomma la green economy rappresenta una grande occasione di sviluppo per il nostro Paese. Sta a noi e alle politiche nazionali gestirla per trovarne il massimo utile possibile. L’Italia ha risorse naturali, come sole e vento in abbondanza e, allo stesso tempo, possiede tanto know-how e competenze imprenditoriali tali da consentirci di essere “come nani sulle spalle dei giganti”: il gigante è la cultura e la storia che il Paese ha e su cui deve crescere e si deve sviluppare.

In definitiva bisogna saper sfruttare questo capitale enorme che abbiamo per creare e perseverare occasioni di progresso della società e dei territori: le fonti rinnovabili rappresentano una di queste occasioni.

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Energia, ambiente e risorse naturali
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