La Festa dei frutti dimenticati è un inno alla Biodiversità

Si tiene a Casola Valsenio, in provincia il Ravenna, la ventunesima edizione della Festa dei frutti dimenticati. L’occasione per assaggiare marroni, noci, nocciole, sorbe, giuggiole, corniole, mele da rosa, pere volpine, azzeruole, melagrane è fissata il 15 e 16 ottobre prossimi, per un vero e proprio inno alla biodiversità. Più volte lo abbiamo ribadito: tutelare la biodiversità è un atto pratico e può essere fatto ogni santo giorno. In quanto consumatori possiamo scegliere di acquistare prodotti di stagione e a Km0. Magari se le tante associazioni che si occupano della tutela dell’ambiente provassero a fare meno politica e un po’ più di fatti potremmo avere una Festa nazionale dei frutti dimenticati, per riappropriarci tutti della cultura del territorio legato al buon cibo.

Ecco cosa scrive Comuni Virtuosi (Casola Valsenio lo è da poco) a proposito dell’evento:

Questi frutti rappresentavano gli strumenti della sopravvivenza anche dal punto di vista psicologico: mettere al riparo nei grandi solai noci, avellane, mandorle, castagne, melegrane, nespole, pere, mele e sorbe, in attesa della maturazione o per la conservazione dava sicurezza e permetteva di affrontare l’inverno con la consapevolezza che, in ogni caso, c’era qualcosa da mangiare, così com’era o insieme al pane.

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