Incidenza delle energie rinnovabile sulla bolletta

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La situazione delle energie rinnovabili in Italia

La creazione energia in Italia è molto diversa rispetto agli altri paesei europei, infatti se ne produce grazie al gas naturale (41,6%), carbone (16%), idroelettrico (15%), ma grande importanza, più che in altri paesi, rivestono oggi il fotovoltaico (6,5%) e l’eolico (4,6%).Per quanto riguarda la Francia oltre il 74% dell’energia è prodotta grazia al nucleare, seguito a ruota dall’idroelettrico (11,8%) e gas naturale (4,4%). Il mix produttivo tedesco è, invece, composto per lo più di energia prodotta grazie al carbone (46,4%), nucleare (16,6%), gas naturale (13,5%) e idroelettrico (4,1%). Circa il 35% dell’energia prodotta in Italia rriva da fonti rinnovabili, come il fotovoltaico ma presenta alcuni problemi per lo spostamento dal luogo di produzione; la percentuale è aumentata molto rispetto agli anni precedenti e ciò ha cambiato moltissimo il sistema elettrico italiano.La Commissione Europea ha analizzato gli incentivi pubblici verso le fonti energetiche e l’Italia occupa la quarta posizione con 10,36 miliardi di euro nella classifica totale e ricopre lo stesso posto per i sussidi destinati al solare (750 milioni di euro). Ogni mix produttivo anche se in maniera differente influisce sui costi dell’energia elettrica dei singoli paesi, per questo motivo l’obiettivo dell’Unione Europea è quella di avviare un mercato unico.

IL MERCATO UNICO EUROPEO L’intento dell’Unione Europea è quello di unire i Paesi europei sotto il punto di vista energetico, questo fenomeno prende il nome di market coupling ovvero dell’accorpamento di più mercati insieme, in modo da creare un‘unica borsa elettrica per la determinazione del prezzo dell’energia. Le fas di questo fenomeno che dovrebbe ultimarsi entro il 2015 sono le seguenti: – alla fine del 2010 è stato lanciato il market coupling dell’area CWE (Francia, Germania, Belgio e Olanda) con successo; – nel 2012 si scambia energia tra 8 paesi con 4 borse coinvolte (CWE e paesi scandinavi); – da gennaio 2014 Francia, Germania, Belgio, Olanda, paesi scandinavi e altri paesi del nord ovest europeo hanno accoppiato con successo i mercati; – da maggio 2014 anche Spagna e Portogallo si sono uniti; – entro febbraio 2015 è attesa l’integrazione tra Italia – Slovenia (che hanno già un mercato simile) con il resto d’Europa.

Non è ancora certo se la costituzione di un mercato unico introdurrà la riduzione dei costi sulla bolletta. Il costo per sostenere l’incremento dell’energia rinnovabile al consumatore medio di energia elettrica in Italia è circa 90/95 euro l’anno su una spesa annuale che ammonta a 500 euro. Solo il 49% di quello che paghiamo in bolleta è il dovuto per i Kwh ora consumati, il 15% è destinato a sostenere i trasporti e i contatori, il 13,3 % sono imposte e il 22,19% sono oneri di sistema come gli incentivi alle rinnovabili.

COME SI POSSONO CONTENERE I COSTI? La domanda che sorge spontanea è come si possono contenere i costi sull’altra metà della bolletta? Grazie al mercato dell’energia libera che permette riduzioni anche del 10% sulla spesa annua per la luce. Il mercato libero è utile quando il consumatore è consapevole dei propri consumi e sceglie l’offerta più adatta.

Fonte: SOSTariffe.it

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Energia, ambiente e risorse naturali
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