Gli italiani e il riciclo dei PAED

Un gap quantitativo da colmare con l’Europa, una densità di punti di raccolta RAEE da incrementare e, soprattutto, tanto bisogno di informazione da parte dei cittadini: sono questi in sintesi i risultati che emergono dalla ricerca “Gli italiani e il riciclo dei piccoli elettrodomestici (PAED): comportamenti dei consumatori, risultati della raccolta e potenzialità del riciclo” realizzata da ReMedia e GFK Eurisko, in collaborazione con ReMade in Italy e Assoraee.

L’Italia registra uno dei tassi più bassi di raccolta dei PAED (16,8%), al di sotto della media continentale che si attesta al 26%. Il motivo principale di questa differenza sembra essere la densità dei centri di raccolta: in Europa il rapporto è di 1 isola ecologica ogni 10.000 abitanti, mentre in Italia la capillarità risulta inferiore, seppur con delle differenze tra le diverse aree. Al Nord, infatti, la media si avvicina a quella europea (0,8 ogni 10.000 abitanti), mentre Centro e Sud restano a un livello insoddisfacente, con una densità di 0,3 ogni 10.000 abitanti.

La ricerca ha considerato un totale di 700 interviste domiciliari, rappresentative dell’universo di 50 milioni di italiani per parametri territoriali, anagrafici e socio-culturali. Dallo studio risulta che gli italiani sono grandi consumatori di PAED. Metà della popolazione adulta – circa 23 milioni di individui – acquista mediamente oltre 2 apparecchi in un anno con una prevalenza di cellulari, piccoli elettrodomestici, computer e stampanti. Negli ultimi dodici mesi, il 37% della popolazione adulta si è disfatto di un piccolo dispositivo elettronico o un piccolo elettrodomestico, trovandosi a doverne gestire l’eliminazione. Dei 19 milioni di persone che hanno “buttato” un PAED, solo 8,5 milioni – pari al 42% – hanno adottato un comportamento virtuoso, portando l’apparecchio a fine vita in una piazzola ecologica o chiedendone il ritiro al negoziante. La maggior parte dei cittadini è invece incappata in errori evidenti come gettare il vecchio dispositivo insieme agli altri rifiuti (3,6 milioni) o tenerlo da parte, inutilizzato (5 milioni).

Con 37.000 tonnellate avviate al riciclo nel 2010 a fronte di 220.000 tonnellate di PAED immessi sul mercato, la raccolta di questi piccoli oggetti a fine vita è più debole rispetto agli altri prodotti, segnando ben 10 punti in meno rispetto alla media nazionale dell’intero comparto RAEE (pari al 26%), ma è comunque in crescita del 21% rispetto all’anno precedente. La raccolta è positiva soprattutto al Nord, dove si raccoglie il 70% dei PAED totali, mentre Centro e Sud faticano.

Su un totale di 37.000 tonnellate di rifiuti di PAED, sono state ricavate ben 34.000 tonnellate di materiali (il 92%). Le frazioni quantitativamente più rilevanti sono il Ferro e la Plastica, entrambe sopra il 35%. Lo smaltimento di schede e cavi ha consentito di riciclare importanti quantità di metalli quali rame, oro, argento, alluminio e palladio. Il valore economico complessivo di queste risorse recuperate nel 2010 può essere stimato in circa 23,6 milioni di euro. Per quanto riguarda i benefici ambientali, nel 2010 sono state risparmiate 26.300 tonnellate di TEP ed evitate 54.000 tonnellate di CO2. Remade in Italy ha svolto in collaborazione con ReMedia un’indagine sulla destinazione dei principali materiali ricavati dal riciclo dei PAED (in totale 34.000 tonnellate di materie potenzialmente commercializzabili), svolgendo interviste presso 15 operatori economici della filiera a valle degli impianti di trattamento. Da questi dati si evince ad esempio che: o dal recupero dell’alluminio si ottengono principalmente componenti per elettrodomestici, mezzi di trasporto e edilizia, oggettistica per casa e ufficio, elementi di arredo, lingotti e laminati; o dagli altri metalli grigi è possibile forgiare padelle, accessori vari, competenti per l’edilizia, semilavorati del settore auto, lingotti e laminati; o dai materiali derivanti dal riciclo dei cavi si ottengono semilavorati per componenti elettriche, barre di ottone, granuli e scaglie di gomma per pavimentazioni e isolanti, tappetini per auto, asfalti fonoassorbenti;

o dai metalli ferrosi è possibile realizzare componenti vari per l’edilizia, arredamento, oggettistica, profilati, semilavorati del settore auto, lastre e lingotti;

o dal recupero del rame è possibile ottenere lingotti per semilavorati per componenti elettriche e altri prodotti per l’edilizia. Tratto da www.remedia.smartroom.it

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