Finanziamenti per 95 milioni di euro destinati allo sviluppo della green economy

L’utilizzo delle risorse energetiche rinnovabili in Italia è una per il sistema economico italiano, una sfida che non può essere rinviata per non perdere ulteriore terreno rispetto ad altri paesi europei, come la Germania, che in questi anni sono stati capaci di coniugare lo sviluppo economico con la sostenibilità ambientale.In alcune regioni italiane la spinta verso la nuova economia verde è molto forte così come è forte anche l’attenzione dell’opinione pubblica e del mondo produttivo sul futuro dell’energia rinnovabile.

L’Emilia Romagna lascia intravedere interessantissime prospettive di sviluppo per questo settore, lo dimostra anche l’indagine sugli investimenti delle imprese industriali della regione, effettuato dall’Area Economia di Confindustria Emilia Romagna.  La parola d’ordine dell’Emilia Romagna è così puntare a un maggiore risparmio energetico per avvicinarsi alla autosufficienza: dei 14,4 milioni Tep (tonnellate equivalenti petrolio) di energia consumati annualmente, oggi se ne producono nel territorio soltanto 5,3 milioni. La svolta la potrebbero offrire i tecnopoli, infrastrutture dedicate alla ricerca scientifica su ambiente ed energia, che possono sviluppare nuove tecnologie ed offrire soluzioni d’avanguardia a disposizione delle imprese. Già 742 ricercatori lavorano a specifici programmi in queste 5 isole eccellenti: i poli di Bologna, Piacenza, Modena-Reggio Emilia, Ravenna e Rimini possono trasformare il sogno del pareggio energetico in realtà.

La Regione Emilia Romagna ha previsto finanziamenti per 95 milioni di euro destinati allo sviluppo della green economy nel bilancio di previsione 2010 approvato dall’assemblea legislativa assieme al piano pluriennale 2010-2012 e al documento di politica economico-finanziaria. E’ prevista una quota importante per dotare gli edifici pubblici di impianti a energia solare in modo da favorirne lo sviluppo in un quadro di sicurezza, trasparenza ed equilibrio con l’agricoltura ed il paesaggio. Altri contributi andranno a piccole e medie imprese della regione per sostenere progetti indirizzati al risparmio energetico e allo sfruttamento delle fonti rinnovabili. Sono previsti anche sistemi di illuminazione pubblica a basso consumo energetico, reti di tele riscaldamento o raffrescamento, e realizzazioni di impianti fotovoltaici.

Gli impianti fotovoltaici registrano in assoluto un grande successo: in regione si passa dai 63mila kilowatt prodotti nel dicembre 2009 ai 103mila del giugno 2010 con un aumento del 41,5%. Bologna è al primo posto, seguita da Modena e Forlì-Cesena, mentre l’ultima è Parma. Questi impianti sono anche aumentati grazie agli incentivi corrisposti dal Gestore dei Servizi Energetici (Gse), che ha erogato 30 milioni e 257mila euro all’anno così distribuiti: 8 milioni e 400mila euro ai titolari degli impianti nella provincia di Bologna; 4 milioni e 419mila euro per la provincia di Modena; 3 milioni e 505mila a Forlì-Cesena; 3 milioni e 109mila a Ravenna; 2 milioni e 506mila a Piacenza; 2 milioni e 437mila a Reggio Emilia; 2 milioni e 291mila euro a Parma; 1 milione e 691mila a Rimini ed infine 1 milione e 625mila a Ferrara. L’Emilia-Romagna è cosi’ balzata al terzo posto in Italia dopo la Puglia (dove il sole splende di più), e la Lombardia (superiore per il numero d’impianti). Un altro risultato importante è quello delle tonnellate equivalenti petrolio, (Tep), prodotte da fonti rinnovabili, che la regione aveva fissato a 268 mila tonnellate al 2010 e che alla fine sono arrivate a quota 274mila, così suddivise: 7400 prodotte dall’idroelettrico, 3400 dalle centrali eoliche, 25900 dal fotovoltaico e oltre 237mila dalle biomasse (cioé scarti vegetali e animali usati per la produzione di energia).

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Energia, ambiente e risorse naturali
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