Energia da Biomasse. Il caso Lungarotti

Le cantine Lungarotti ormai da anni sono attive sul fronte della tutela dell’ambiente attraverso l’utilizzo dell’energia rinnovabile. Il primo impianto in Italia a fornire energia dalla vite si è acceso ufficialmente il 15 settembre 2008 nelle Cantine Giorgio Lungarotti di Torgiano (PG). Si è trattato del momento culminante di un innovativo programma di ricerca applicata che ha portato alla realizzazione di un impianto pilota per il recupero energetico degli scarti di potatura dei vigneti, frutto della collaborazione tra la nota azienda vitivinicola umbra e il Centro Ricerca sulle Biomasse dell’Università di Perugia.

L’impianto di Torgiano è frutto del programma di filiera agro-energetica “ERAASPV – Energia Rinnovabile per le Aziende Agricole derivante da scarti di Potature dei Vigneti”, co-finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e progettato e realizzato dal Centro di Ricerca sulle Biomasse, punto di riferimento internazionale per la ricerca sui biocarburanti ad uso energetico, istituito dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio presso l’Università degli Studi di Perugia.

Lungarotti in questo modo fin dal 2008 ha avuto il merito del primato, del forte impegno e soprattutto una coscienza fortemente ecologica a tutela del territorio e della salvaguardia dell’ambiente. Ciò ha segnato l’inizio di una nuova era nel panorama delle fonti energetiche.

La Cantina Lungarotti ha già dimostrato in numerose iniziative una spiccata coscienza ecologica e una costante attenzione ai temi della tutela del territorio e della salvaguardia dell’ambiente. Il sito del resto è adeguato a sviluppare un progetto simile: oltre 250 ettari di vigneti Lungarotti garantiscono infatti una massa critica adeguata ai bisogni. Una volta effettuata la potatura i residui vengono raccolti automaticamente da una macchina rotoimballatrice, stoccati all’aperto fino alla loro essiccazione naturale e poi sminuzzati per passare ad essere bruciati in una caldaia di 400KW di potenza.

Lungarotti, durante la fase di sperimentazione, è riuscita a incrementare ed ottimizzare il volume degli scarti raccolti ed ora ha raggiunto un notevole livello di produttività a costi estremamente bassi. In alcuni terreni dell’azienda si riesce a raccogliere anche 1,25 Ton/ha di biomassa, con una percentuale di umidità del 40%. Ciò consente all’azienda di avere a disposizione per usi energetici oltre 200 ton/anno di biomassa.

Grazie a questo materiale e alla peculiare caldaia scelta per ottimizzarlo, l’azienda di Torgiano è in grado di produrre 720 MWh/anno, sufficienti per soddisfare completamente i consumi termici dell’azienda, vale a dire avere acqua calda a 80°C per il riscaldamento invernale; acqua surriscaldata (95°C) e vapore per il processo di sterilizzazione delle bottiglie; acqua fredda a 7°C per il condizionamento estivo; acqua refrigerata fino a -10°C per il condizionamento dei serbatoi d’acciaio. Il sistema inoltre riesce anche a coprire circa il 30% dei consumi elettrici delle macchine frigorifere, per un totale del 40% circa del fabbisogno energetico.

Nel futuro l’azienda ha intenzione di espandere l’impianto per la produzione di altri 50 KW di energia elettrica e l’installazione di ulteriori macchine che permetteranno di recuperare il calore ancora presente nei fumi della caldaia compirà un altro passo verso la completa indipendenza energetica e il raggiungimento di emissioni zero.

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Energia, ambiente e risorse naturali
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