Biomasse: work in progress al Terzo Simposio Internazionale di Venezia

VENEZIA, 9 Novembre, Terzo Simposio Internazionale sull’energia da biomasse e rifiuti. Come noto il settore delle biomasse è in netta crescita anche in Italia. Trasformare gli scarti di lavorazione in energia è anche il tema degli studi che verranno presentati all’incontro di Venezia. Il Simposio si nella sede della Fondazione Cini e si concludera’ mercoledi’ con oltre 500 scienziati ed esperti provenienti da piu’ di 60 paesi. Recupero e trasformazione, incenerimento, pirolisi, gasificazione, biocombustibili, salute: sono queste le parole d’ordine che connoteranno il Terzo Simposio Internazionale sull’energia da biomasse e rifiuti.

“Le frontiere delle biomasse cambiano in continuazione e un numero sempre maggiore di materiali, che fino a qualche tempo fa rappresentavano un problema dal punto di vista dello smaltimento, ora stanno diventando fonte di energia” lo afferma Raffaello Cossu, dell’Universita’ di Padova, promotore del Simposio. Organizzato da International Waste Working Group, piattaforma intellettuale nata per diffondere la gestione integrata e sostenibile dei rifiuti e dalle Universita’ di Padova, Trento, Dresda, Queensland, Hokkaido, Rockstock e Singapore, il Simposio ha in programma, nelle tre giornate, 7 sessioni parallele e 250 relazioni.

Una delle novita’ di quest’anno riguarda l’industria del vino. Da vari studi emerge che le vinacce, sottoposte a trattamento biologico o termico, con una particolare soluzione tecnica innovativa, possono essere impiegate a fini energetici, con efficienze superiori alle soluzioni convenzionali normalmente adottate. Anche per gli scarti di macelleria sono stati fatti dei passi avanti: questo rappresenta un importante risultato per i paesi in cui non esiste ancora una normativa per lo smaltimento, come ad esempio alcune zone dell’Africa, dell’America Latina e dell’Asia, dove i rischi per la salute e l’ambiente possono essere anche gravi. Cossu afferma che “grazie agli studi e’ emerso che e’ possibile trasformare in metano i resti dati dal sangue e dalle carcasse, attraverso un processo di digestione anaerobica che avviene in reattori chiusi. In Brasile poi si e’ scoperto che anche gli scarti delle banane, che raggiungo una produzione di 668.000 tonnellate all’anno, possono essere sfruttate a fini energetici e cosi’ vale per l’olio di oliva in Spagna e per il latte in Europa”. In Italia si assiste oggi ad una vera e propria corsa per la realizzazione di impianti di piccola taglia che potranno rendere autosufficienti gli allevamenti attraverso la trasformazione dei reflui di suini, bovini e polli. Proseguono anche le scoperte nel mondo del bioidrogeno in cui e’ emerso che performance in termini energetici sono date soprattutto dai rifiuti organici umidi di origine agroindustriale come succhi di frutta, marmellata, birra e conserva.

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Energia, ambiente e risorse naturali
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