Biogas. Un mercato in crescita

Il mercato del biogas è in continua evoluzione: nei prossimi anni assisteremo ad un “balzo” del mercato in Italia, in Germania e in Europa. Tra le ultime innovazioni presentate nel settore delle Bioenergie c’è la proposta di una società tedesca, “Biomass Technology”, che propone un impianto per la gassificazione – e la conseguente produzione di energia elettrica – degli scarti agricoli e degli effluenti essiccati, del pellet e persino dei residui del digestato degli impianti di biogas.

Il risultato è la massima efficienza anche riutilizzando liquame e letame che ha già espletato il proprio compito energetico in un impianto di biogas precedente. Ad oggi, la Germania ha già oltre 3.800 impianti mentre in Italia gli impianti a biogas presenti sul nostro territorio sono poco più di 300. Gli esperti del settore stimano comunque un sensibile trend di crescita per l’Italia: alcune elaborazioni ipotizzano una crescita superiore al 25 per cento, in linea con altri Paesi europei, come Spagna o Francia. Il preseidente di Agroenergia, Andrea Pannocchieschi d’Elci, prevede che nell’arco dei prossimi due anni, gli impianti di biogas in Italia saranno almeno 500 in più rispetto ad ora, garantendo una produzione ulteriore di energia pulita pari a 250 Megawatt, per i quali saranno necessari circa 100mila ettari di superficie marginale coltivati a biomassa.

Facendo un salto indietro negli anni per osservare la situazione in Italia nel settore del Biogas al 2007 notiamo che stando ai dati del CRPA ad ottobre 2007 gli impianti di biogas erano 154 di cui la maggior parte ubicati in Lombardia (40), Emilia Romagna (30), Veneto (17), in corrispondenza della zone di allevamenti zootecnici. In Trentino Alto Adige dove la loro costruzione è fortemente incentivata e prevede dei finanziamenti, gli impianti erano 34.

La maggioranza di questi impianti (121) utilizza fanghi di depurazione civile, 9 sono impianti forsu (frazione organica dei rifiuti solidi urbani), 22 reflui agroindustriali. Possiamo notare grazie a questi dati che dal 2007 ad oggi gli impianti sono raddoppiati: questo mostra come quello del biogas sia un mercato fortemente dinamico e in continua espansione.

A questo punto vale la pena dare qualche chiarimento su questa fonte di energia.

Il biogas è un combustibile composto da una miscela di vari gas (per lo più metano), prodotta tramite un processo di fermentazione di materiale organico. Il processo di fermentazione prevede varie fasi e benchè possa riguardare potenzialmente tutte le sostanze organiche, le più indicate e le più impiegate sono i liquami zootecnici, i rifiuti domestici organici, gli ortaggi, la frutta, il latte, gli oli e i grassi vegetali e animali. Il biogas si forma spontaneamente nelle discariche e ovunque ci sia un grande ammasso di rifiuti organici. Per evitare che si diffonda deve essere opportunamente captato. Diverso è il discorso negli impianti preposti alla produzione di biogas, dove la fermentazione avviene in apposite vasche, i fermentatori. E’ quì che i rifiuti organici, in anaerobiosi (assenza di ossigeno), grazie alla presenza di batteri, fermentano. Il processo chimico della fermentazione decompone il carbonio legato alle molecole organiche delle sostanze. Il carbonio si lega successivamente agli atomi dell’idrogeno, componendo in tal modo il metano (CH4). Gli impianti di produzione di biogas si differenziano in base alle matrici organiche: se si occupano di rifiuti solidi gli impianti vengono definiti a secco, dal momento che non necessitano di liquami per attivarsi. Il gas prodotto dalla fermentazione viene successivamente convogliato nei gruppi di cogenerazione di energia elettrica e termica che possiedono motori a gas modificati per il funzionamento a biogas. Il biogas mette in azione un motore collegato ad un generatore di corrente elettrica. L’energia elettrica prodotta da biogas fa parte delle energie rinnovabili. Il risparmio energetico è visibile anche nel reimpiego dll’energia termica prodotta che va ad alimentare i fermentatori e a rifornire gli impianti di riscaldamento.

I principali vantaggi in termini ambientali derivano dal fatto che la produzione di biogas è un processo di produzione di anidride carbonica neutrale. Le emissioni di CO2 emesse sono infatti pari o inferiori a quelle della fotosintesi delle piante.

L’impiego di rifiuti organici per la produzione di biogas negli impianti ha, in aggiunta, l’enorme merito di evitare che il metano prodotto dalla decomposizione naturale nelle discariche venga a contatto con la troposfera, la fascia dell’atmosfera a diretto contatto con la superficie terrestre.

www.ecologiae.com

Condividi

Energia, ambiente e risorse naturali
Register New Account
Reset Password
Compare items () compare