Anche i vestiti hanno un impatto negativo sull’ambiente

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I vestiti costano caro all’ambiente

L’agenzia danese per la protezione ambientale, ha calcolato come i capi di abbigliamento non hanno solo il prezzo riportato sul cartellino, ma anche quello ambientale. Secondo alcuni calcoli dettagliati una semplici T-shirt di cotone costa circa 2,95 euro in termini di acqua, fertilizzanti ed energia necessari a produrla. Per questo motivo occorrerebbe evitare l’usa e getta dei capi di abbigliamento, puntando invece sul riciclo e sui capi di qualità che sono più duraturi. Stando ad un’indagine condotta negli ultimi tempi, i danesi consumano 16Kg in media di vestiti all’anno, pari ad un costo ambientale di 400 milioni di euro. ”Tutto, dall’enorme quantità di pesticidi e acqua usati nei campi di cotone fino alle emissioni di CO2 per la produzione di cuoio e chiusure lampo, ha un impatto negativo sull’ambiente”, ha detto il ministro dell’Ambiente danese, Kirsten Brosbol. La maggior parte dei capi d’abbigliamento vengono prodotti in paesi come Cina, India e Turchia, quindi l’impatto negativo ricade su questi paesi, ma nonostante ciò si ha comunque una responsabilità nei confronti dell’ambiente. Per questo motivo, il ministero dell’Ambiente della Danimarca sta lavorando ad una strategia volta a cambiare le abitudini dei cittadini, che spesso producono un grande spreco anche nell’abbigliamento. Una possibilità potrebbe essere quella di comprare capi di qualità, che durano più a lungo per evitare di buttarli nel giro di poco tempo e magari invece di gettarli dare i vestiti ad altre persone.

Fonte: Ansa

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Energia, ambiente e risorse naturali
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