Qualità nella raccolta differenziata?

Quanti di noi fanno una raccolta differenziata di qualità? È da questa domanda, e anche dai dati poco felici delle statistiche italiane, che parte la campagna per la Raccolta Differenziata di Qualità promossa da Conai e dal Ministero dell’Ambiente.

Alcune regole base della raccolta differenziata: i cartoni della pizza con residui di cibo, i fazzoletti usati o gli scontrini mai nel cassonetto della carta; l’ involucro di plastica delle merendine sempre separato dalla vaschetta di cartone o i barattoli di vetro dal tappo di metallo. Ma in quanti lo sanno o lo fanno? In Italia lo smaltimento dei rifiuti urbani per tipo di materiale, si fa ma spesso si fa male mentre piccoli gesti di ‘qualita” possono dare una svolta importante per il buon riciclo. Ne sono convinti il ministero dell’Ambiente e il Consorzio nazionale imballaggi (Conai) che a Milano hanno lanciato la 1/aGiornata nazionale del riciclo e della raccolta differenziata di qualità che si è tenuta sabato 2 ottobre in 20 città italiane. Per loro anche le dieci regole d’oro per una differenziata di qualità e sei panchine di design per ciascuna città realizzate utilizzando esclusivamente materiali di imballaggio provenienti da riciclo. Si parte con questa campagna ma l’obiettivo è tendere a uniformare la qualità per tutto il territorio.

Infine l’impegno Conai con i comuni. Il Consorzio, sostiene, nell’ambito dell’accordo quadro con l’Associazione nazionale dei comuni italiani, Anci, le amministrazioni locali nel perseguire obiettivi di qualità attraverso il versamento dei corrispettivi economici, nel 2009 oltre 400 milioni di euro e con questi anche i costi per sviluppare campagne di informazione e comunicazione ambientale per ottenere migliori risultati nella qualità della raccolta differenziata.

Qualche chiarimento sulla raccolta differenziata di qualità per i comuni: il miglioramento della qualità della raccolta differenziata – classificata per fasce di qualità che misurano omogeneità, presenza di materiali estranei non riciclabili – si traduce, per un comune di 100.000 abitanti (con una raccolta differenziata complessiva intorno al 45%) in corrispettivi economici che vanno dai 232.000 euro all’anno per materiale classificato in 3/a fascia di qualità per arrivare a circa un milione di euro l’anno per materiale classificato in 1/a fascia di qualità, quadruplicando quindi i corrispettivi. Un meccanismo, che per una città di 1.000.000 di abitanti (con una differenziata intorno al 45%),prevede finanziamenti che possono arrivare a 9,5 milioni di euro l’anno per una raccolta differenziata di 1/a fascia;

Qualche dato sul recupero: i risultati nazionali di recupero dei rifiuti di imballaggio di acciaio, alluminio, carta, legno,plastica e vetro raggiungono il 73,9%, equivalente a 8.024.000tonnellate recuperate su 10.863.000 tonnellate immesse al consumo. Il sistema ha registrato una crescita del recupero complessivo del 5,25% rispetto all’anno precedente (da 68,6% a73,9%) e una riduzione delle quantità di rifiuti di imballaggio destinate a discarica (nel 2009 sono scese al 26% del totale deirifiuti da imballaggio);

Cosa si può fare con i materiali riciclati: servono 19.000 barattoli per conserve per produrre un’auto; occorrono 37 lattine per fare una caffettiera da tre tazze; quasi il 90% delle scatole per pasta,calzature e altri prodotti di uso comune sono realizzati in cartoncino riciclato; con il riciclo di una cassetta di legno si ottiene un attaccapanni; con 27 bottiglie di plastica si fa una felpa in pile; il 66% delle bottiglie di vetro oggi immesse al consumo nel Paese è fatto con vetro riciclato proveniente dalla raccolta differenziata nazionale.

www.ansa.it

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