Da noccioline di polistirolo a batterie ricaricabili

noccioline di polistirolo

Noccioline di polistirolo per il risparmio energetico

Le “peanuts” di polistirene ovvero le “noccioline” di polistirolo, inventate nel 1965 dalla Dow Chemical per assicurare il trasporto dei materiali fragili, avranno nuova vita! Il polistirene, più comunemente conosciuto come polistirolo, è uno dei materiali più difficili da smaltire, in quanto non solo impiega generazioni a decomporsi ma, contiene delle sostanze chimiche ritenute cancerogene. Inoltre, il riciclo del polistirolo espanso (EPS), sebbene sia possibile, deve affrontare ulteriori ostacoli legati alla voluminosità e non degradabilità di questa plastica che finora ha toccato una percentuale di riciclo annuale del 10%. La rivoluzione green arriva da una ricerca condotta dagli scienziati della Purdue University (USA) secondo cui sarà presto possibile ovviare questo problema, producendo addirittura energia! Il team di ricercatori dell’Indiana ha trovato un modo efficiente per dare una seconda vita sostenibile alle noccioline di polistirolo espanso, scoprendo che il polistirolo potrà dire addio alle comuni destinazioni di rifiuto (quali impianti d’incenerimento o discariche) e riprendere un nuovo corso verso la produzione di batterie ricaricabili. Le noccioline di polistirolo, infatti, sono composte di: carbonio, idrogeno e ossigeno. L’idea dei ricercatori, dunque, fu quella di utilizzare il carbonio per creare un anodo di una batteria ioni litio, attualmente tra le più utilizzate per smartphone, computer, apparecchi elettronici e batterie per auto elettriche. Così, Guidati dal Prof. Vilas Pol, gli scienziati della Purdue sono riusciti a realizzare un nuovo tipo di anodo a base di carbonio, scoprendo che riscaldando le noccioline di polistirolo in condizioni specifiche, potevano isolare il carbonio e disporre dell’idrogeno e dell’ossigeno sotto forma di vapore acqueo, evitando residui dannosi per l’ambiente. A seconda che il materiale di partenza delle noccioline fosse polistirene o bio-polistirolo ottenuto dal mais, il risultato è stato comunque: micro-fogli enanoparticelle di carbonio che grazie al ridotto spessore (circa un decimo dei tradizionali elettrodi in grafite) consente tempi di carica più rapidi rivelandosi eccellenti anodi. Difatti, gli stessi scienziati han affermato che tali anodi derivanti dalle noccioline di polistirolo, funzionano talmente bene da superare quelli in commercio (con una capacità massima specifica di 420 mAh / g, in contrapposizione al teorico 372 mAh / g massimo della grafite). La nuova batteria riciclata immagazzina circa il 15% di energia in più e si ricarica più velocemente delle batterie ioni litio convenzionali. Con un processo poco costoso, rispettoso dell’ambiente e dalle prestazioni replicabili per oltre “300 cicli di carica-scarica”, il team di ricerca ha ottenuto un brevetto per questa innovazione che spera di far entrare sul mercato nel giro di cinque anni.

Energia, ambiente e risorse naturali
Register New Account
Reset Password
Compare items () compare