Mobilità sostenibile: cosa è e quali sono gli interventi per promuoverla

Tutto quello che sapere sulla sulla mobilità sostenibile: cosa è, quali sono le cause per cui è necessario implementarla e come promuoverla spiegato da Energia Focus

Cos’è la mobilità sostenibile?

La mobilità sostenibile è quella pratica che mira a promuovere quel tipo di mobilità, di persone o cose, che abbia un basso impatto ambientale.

mobilità sostenibile significa incentivare il trasporto pubblicoIl termine “mobilità sostenibile” nasce per unire l’esigenza di muoversi liberamente all’interno del territorio in cui viviamo alla necessità di ridurre l’inquinamento che producono i mezzi di trasporto. Questi ultimi infatti oltre a produrre smog, producono altre esternalità negative, ovvero delle conseguenze negative indirette sulle altre persone, come l’inquinamento acustico, la congestione del traffico, emissioni di gas serra o polveri sottili.

La mobilità sostenibile quindi dovrebbe essere il modello ideale di un sistema di trasporti che riduce al minimo l’impatto ambientale, massimizzando l’efficienza, l’intelligenza e la rapidità degli spostamenti. Il World Business Council for Sustainable Development la definisce così:

Mobilità sostenibile significa dare alle persone la possibilità di spostarsi in libertà, comunicare e stabilire relazioni senza mai perdere di vista l’aspetto umano e quello ambientale, oggi come in futuro.

In genere la mobilità sostenibile si basa sulla regolamentazione delle scelte individuali tramite un intervento pubblico del legislatore che favorirà l’impiego di tecnologie, sempre più all’avanguardia, capaci di ridurre le esternalità negative cui accennavamo qui sopra. Ad esempio, la mobilità elettrica, è una di queste nuove tecnologie che il legislatore prima o poi dovrà incentivare molto di più di quanto non sia stato fatto fino a questo momento.

Ma, prima di proseguire oltre, facciamo un passo indietro per scoprire come mai oggi è veramente necessario perseguire l’obiettivo di una mobilità sostenibile.

Industria dei trasporti e case automobilistiche: dimezzare il consumo dei carburanti nei prossimi 20 anni si può

Ricarica di un'auto elettricaL’urgenza di adottare una visione improntata alla mobilità sostenibile è riassumibile in alcune cifre dal momento che questo settore consuma un quinto dell’energia primaria prodotta nel mondo ed ben il 40 per cento di questa viene usata dal traffico urbano. Inoltre, secondo le stime Oms, il 92% della popolazione mondiale vive in luoghi dove la qualità dell’aria è oltre i limiti di sicurezza per la salute.  A questo proposito una ricerca di dieci anni fa ha mostrato che dal 1990 al 2000 le emissioni di CO2 delle automobili in Europa erano incredibilmente aumentate di quasi un terzo, invece che diminuire, dimostrando di essere rimaste indietro rispetto ad altri settori della società che nel contempo tentavano – con successo – di ridurre il proprio impatto.

Tuttavia oggi la situazione è cambiata radicalmente. Il ritardo nella riduzione delle emissioni dei mezzi di trasporto non solo è stato colmato ma oggi sono numerosissimi gli esempi virtuosi nel campo automobilistico su intere linee di prodotto. Esempi virtuosi che addirittura possono portare ad una completa indipendenza dal petrolio nella realizzazione dei carburanti per le auto, grazie alle nuove tecnologie, soprattutto elettriche. Non solo prodotti all’avanguardia ma anche nuove pratiche di mobilità sostenibile, come quella del car sharing, sempre più in voga nelle grandi città potrebbero fare in modo che, nel breve periodo, diciamo nei prossimi 20 anni, questo potrebbe portare addirittura a dimezzare il consumo di carburante a livello mondiale.

Ci teniamo a sottolineare ancora una volta come consumare meno petrolio vuol dire vivere in un mondo più sicuro, stimolare l’economia, contrastare il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici, ridurre il Pm10 da traffico veicolare che secondo tutti gli studi scientifici è collegato a gravi danni alla salute.

Come raggiungere il modello di mobilità sostenibile

Non si può raggiungere un modello di mobilità che non sia inquinante se non cambiando radicalmente le abitudini dei cittadini di tutto il mondo. E non è possibile perseguire questo cambiamento se non ci sono le condizioni sociali e culturali per realizzarlo, condizioni che ognuno di noi deve essere disponibile ad accettare e diffondere. Ognuno di noi dovrà quindi essere sempre più disponibile a scambiare e sperimentare nuovi mezzi di trasporto, a manovrare le nuove app, ad informarsi sui progressi nel settore e su tutte le nuove opportunità che le nostre città ci offrono (A questo proposito puoi consultare questa nostra classifica delle migliori città italiane ed europee per quanto riguarda la sostenibilità della mobilità dei loro abitanti).

Gli esperti sperano che disponibilità e curiosità verso una mobilità a basso impatto ambientale saranno sempre più spontanee grazie ad una maggiore alfabetizzazione informatica, alla maggiore diffusione della tecnologia sostenibile ed alle pratiche di sharing economy, alla sviluppo della smart city, alla realizzazione di infrastrutture sempre più moderne e sempre meno impattanti e non ultimo grazie alla progressiva elettrificazione delle automobili.

Ecco cos’è la mobilità sostenibile: è un percorso in cui tutti, cittadini, case automobilistiche, amministrazioni pubbliche e politica scelgono di condividere un nuovo modo di muoversi. La rivoluzione della mobilità sarà completa solo quando tutta l’energia per fare il pieno sarà pulita, proveniente solo da fonti rinnovabili.

Gli interventi sulla mobilità bike sharing, una delle forme più diffuse di mobilità sostenibile

Le politiche che prevedono di incentivare la mobilità sostenibile sono molte e molto varie. D’altronde per risolvere il problema dell’inquinamento prodotto dai mezzi di trasporto non si può pensare di agire solo su di un certo aspetto, quanto piuttosto è necessaria un’azione congiunta su diversi fronti. Qui di seguito abbiamo elencato quali sono gli interventi più diffusi volti a promuovere la mobilità sostenibile:

  • Il trasporto pubblico: I mezzi pubblici sono una forma di trasporto organizzata e di massa con un minore impatto ambientale rispetto all’utilizzo dei mezzi di trasporto privati. È la prima forma di intervento sulla mobilità sostenibile sia per il trasporto urbano e locale (bus, metro, tram,) che nazionale/internazionale (ferrovia, aerei, collegamenti marittimi ecc…).
  • Le corsie preferenziali sono strade a scorrimento veloce usate esclusivamente dai mezzi di trasporto pubblico ( autobus, tram, taxi ) o dai mezzi di emergenza. Evitano la congestione del traffico e danno un ulteriore vantaggio a chi utilizza un mezzo pubblico dal momento che possono evitare che questo rimanga imbottigliato nel traffico e quindi fare ritardo, cosa a cui invece è soggetto chi utilizza un mezzo privato.
  • Le piste ciclabili: le piste ciclabili sono corsie dedicate esclusivamente alle biciclette. Se il territorio è pianeggiante o con bassi dislivelli, la presenza delle corsie ciclabili incentiva le persone a usare la bici per i piccoli spostamenti urbani. Il vantaggio ambientale è notevole.
  • Road pricing ( pedaggio urbano ): Il road pricing è il pagamento di un ticket per accedere alle aree urbane. In genere è usato per limitare l’accesso nelle aree urbane a tutti i mezzi privati ( automobili, moto, scooter, ecc. ). Riduce la congestione del traffico e rappresenta un ottimo incentivo ad usare i mezzi pubblici.
  • Park pricing (o parcheggi a pagamento): L’applicazione di un ticket orario ai parcheggi pubblici ( in Italia le “strisce blu” ) disincentiva le persone a usare il mezzo privato. Sono utili per ridurre la congestione del traffico nelle zone centrali della città anche se possono creare malcontento in chi, abitando nelle zone periferiche della città deve per forza recarsi in centro città e lasciare la macchina a pagamento.
  • Car sharing: Il car sharing è una forma di mobilità collettiva. Il car sharing si basa sul noleggio di un veicolo privato per poche ore o giorni. È particolarmente utile nei centri urbani se è utilizza auto a basso impatto ambientale ( es. auto elettrica ). In questa maniera le persone non devono per forza acquistare un mezzo privato per gli spostamenti.
  • Bike sharing: Il termine bike sharing in inglese significa letteralmente biciclette condivise. Solitamente queste biciclette si trovano in diverse postazioni diffuse sul territorio del comune dove ognuno può prendere in prestito la sua bici fino a quando non avrà terminato di utilizzarla.
  • Car pooling: Il car pooling è un’altra forma di mobilità collettiva. Si basa sui mezzi privati e consiste nell’utilizzo di un’automobile da parte di più persone, spesso colleghi o conoscenti, che percorrono lo stesso tragitto casa-lavoro negli stessi orari. In pratica serve ad evitare l’impiego di una sola auto per ogni singola persona per raggiungere il luogo di lavoro.
  • Mobility Manager: Il mobility manager è una figura pubblica o privata che gestisce la mobilità dei dipendenti di una grande impresa o di un ente pubblico, nel tragitto casa-lavoro. Ad esempio, organizza il car-pooling tra i dipendenti o mette a disposizione dei mezzi per il trasporto collettivo come possono essere ad esempio delle navette. Può anche fare in modo di riorganizzare i turni dei dipendenti in modo che chi abita nella stessa zona possa condividere il mezzo con cui viene al lavoro. A volte partecipa agli incontri con le amministrazioni pubbliche per fare pressione affinché queste organizzino il loro piano di mobilità in base alle esigenze dei lavoratori.
  • Blocco del Traffico: Il blocco del traffico è un intervento pubblico temporaneo e occasionale per limitare parzialmente o totalmente il traffico veicolare nelle aree urbane, per ridurre i livelli di inquinamento in città. Ci sono vari tipi di blocco del traffico: il più leggero è il blocco parziale con misure come le targhe alterne, veicoli più inquinanti, ecc. e quello più pesante ovvero il blocco totale che riguarda tutti i veicoli.
  • Zona a traffico limitato ( ZTL ): Si tratta di un blocco del traffico permanente nelle aree centrali o più congestionate della città. Il divieto può essere generale o applicato soltanto ai veicoli più inquinanti. Spinge le persone a usare i mezzi di trasporto pubblico o sostituire il proprio mezzo privato con un veicolo a basso impatto ambientale come le auto elettriche. Le ZTL hanno l’obiettivo di ridurre il traffico causato dai veicoli però, limitando la circolazione dei vicoli, limitano anche la libertà di spostamento dei cittadini a basso reddito che risiedono nelle ZTL.

 

Energia, ambiente e risorse naturali
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