Nel 2050, 140 Paesi potrebbero essere 100% rinnovabili

rinnoEntro il 2050, circa 140 Paesi nel mondo potrebbero produrre l’energia di cui hanno bisogno in ogni settore economico da fonti rinnovabili. Questo è quanto afferma un nuovo studio condotto da Mark Jacobson e Mark Delucchi, due ricercatori americani che già nel 2009 si erano cimentati in queste previsioni. Attraverso eolico, fotovoltaico e idroelettrico, in queste nazioni si potrebbe alimentare l’edilizia, i trasporti, le imprese, l’industria e l’agricoltura. I piani nazionali di Jacobson-Delucchi sono molto dettagliati: prevedono, infatti, il numero esatto di turbine eoliche, parchi solari e dighe idroelettriche, che verranno inviati ai leader dei 195 Paesi riuniti per la COP 21 dal 30 Novembre. I ricercatori vogliono sottolineare, con questa ricerca, che gli accordi internazionali per ridurre le emissioni potrebbero essere superflui se i governi passassero con decisione alle rinnovabili e se smettessero in tempi rapidi di bruciare petrolio, gas e carbone. Con simili interventi non servirebbe nemmeno l’energia nucleare. Secondo i calcoli tale transizione creerebbe, in 35 anni, 24 milioni di posti di lavoro per la costruzione delle infrastrutture e 26,5 milioni di posti “operativi”, compensando quindi i 28,4 milioni persi nel settore fossile, con un guadagno netto di 22 milioni di occupati. Il percorso vero una società 100% rinnovabile, potrebbe anche impedire dalle 3,3 alle 4,6 milioni di morti premature l’anno, provocate dall’inquinamento atmosferico dei combustibili fossili. Per raggiungere l’obiettivo fissato dai ricercatori, la quota delle diverse tecnologie prevede: 19,4% di eolico onshore; 12,9% di offshore; 42,2% di campi fotovoltaici su scala industriale; 5,6% di fotovoltaico domestico; 6% di fotovoltaico sui tetti degli edifici commerciali; 7,7% di solare a concentrazione; 4,8% di idroelettrico; 1,47% tra geotermico, energia dalle onde e dalle maree. Tuttavia, il problema dell’intermittenza implicherebbe grandi quantità di accumulo di energia per stoccare quella in eccesso e sfruttarla nei momenti di picco della domanda. Ciò implica un aumento della complessità e dei costi di un sistema 100% rinnovabile. Jacobson ha però una risposta: utilizzando un mix intelligente di tecnologie, si possono tappare le falle che potrebbero aprirsi in alcuni momenti della giornata o in presenza di particolari condizioni atmosferiche. In questo modo, l’accumulo può essere ridotto al minimo. Il documento rilasciato offre un alto livello di dettaglio per quanto riguarda i costi e il mix di tecnologie necessario per ciascun Paese, così come la quantità di terreno e la superficie sui tetti.

Energia, ambiente e risorse naturali
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