Bioraffinerie: l’Italia batte tedeschi e olandesi

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Assegnati a Novamont 17 milioni di euro per le bioraffinerie che utilizzano il cardo.

Podio italiano per l’innovazione tecnologica con la ricerca Novamont sulle bioraffinerie. Battendo tedeschi e olandesi, l’Italia slitta in prima fila con la scommessa sull’innovazione nella chimica verde di 3,7 miliardi di euro. La Bic (Bio-Based Industries Joint Undertaking), partnership pubblico-privato tra Unione europea e imprese del settore, ha assegnato 17 milioni di euro a fondo perduto per sostenere la ricerca Novamont sulle bioraffinerie. Unico progetto pilota finanziato , quello Italiano della Novamont, si chiama First2run e mira a dimostrare la sostenibilità tecnica, economica e ambientale su scala industriale dell’uso di colture che non richiedono irrigazione né pesticidi per estrarre oli vegetali con cui fare biolubrificanti, cosmetici e bioplastiche. Concetto che rivoluziona il quadro economico e ambientale, quello delle bioraffinerie, permetterebbe di adoperare materie prime povere e scarti di lavorazioni precedenti per produrre non solo prodotti chimici, ma anche mangimi animali ed energia. Ricavandone consistenti benefici economici ed ambientali, con produzione di energia solo alla fine del ciclo di uso della materia, con il progetto delle bioraffinerie si stima che per ogni mille tonnellate di bioplastica si potranno creare oltre 60 posti di lavoro. Dal valore di 2.000 miliardi di euro con un potenziale impiego di oltre 20 milioni di persone, il settore della bioeconomia Europeo punta, così, al progetto delle bioraffinerie prevedendo che per ogni euro investito in ricerca e innovazione si otterranno 10 euro di fatturato entro il 2025. Sviluppato a Porto Torres in Sardegna, nello stabilimento di Matrica la joint venture tra Eni-Versalis e Novamont ha utilizzato come materia prima il cardo, una pianta rustica che cresce anche su terreni marginali o da bonificare e si accontenta dell’acqua piovana senza bisogno di fertilizzanti o fitofarmaci. Dunque, adesso, il progetto delle bioraffinerie punta ad allargarsi dai 500 ettari finora utilizzati a 3.500.  

Energia, ambiente e risorse naturali
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