Ricostruzione post terremoto: occhi aperti!

Ricostruzione post terremoto da tenere sotto osservazione

L’Italia è tra i paesi del mediterraneo con il maggiore livello di sismicità, diffuso principalmente lungo la dorsale appenninica. Questa peculiarità è dovuta alla convergenza tra la placca euroasiatica e quella africana che hanno il loro punto di incontro (e quindi anche di impatto), proprio lungo la nostra catena montuosa “più dolce”.

 

ricostruzione post terremoto

 

L’impatto, come tutti sappiamo, di un terremoto può essere veramente devastante, ma spesso il livello di distruzione dipende soprattutto dal modo con il quale abbiamo concesso autorizzazioni e dal modo con il quale le società addette hanno provveduto alla costruzione degli edifici.

E’ ormai chiaro che non tutte le situazioni ricostruzione post terremoto avvengono secondo i migliori criteri di sismicità ed in questo l’evento sismico avvenuto ad Amatrice lo scorso 24 agosto ne è la riprova. Infatti a Norcia e in Valnerina in generale, l’impatto del terremoto attuale è stato fortemente limitato, in virtù del fatto che le ricostruzioni post terremoto del 1997 è stata fatta cercando le soluzioni più idonee per evitare altre catastrofi.

Ora quindi l’auspicio di tutti è che si possa prevedere una ricostruzione post terremoto rapida, ma soprattutto affidando i lavori alle esperienze e alle professionalità più qualificanti a livello mondiale in ambito di edifici antisismici.

La ricostruzione post terremoto di edifici pubblici e di case antisismiche non può essere solo uno slogan, ma deve essere un vero e proprio progetto di garanzia per coloro che devono “vivere” quotidianamente quei luoghi.

Proviamo qui a segnalare alcune regole da tenere sotto stretta osservazione per la costruzione edifici antisismici:

  1. analisi del sottosuolo, soprattutto nelle zone individuate come ad alto rischio sismico.
  2. attenzione soprattutto alle case con il piano terra non abitato ma occupato da pilastri (che potrebbero non reggere alle scosse), ai collegamenti stabili tra muri verticali e ad eventuali modifiche della posizione delle finestre rispetto al progetto originario.
  3. tra i materiali maggiormente resistenti alle scosse telluriche c’è l’acciaio e oggigiorno esistono soluzioni di case in acciaio antisismiche che sono anche esteticamente di qualità
  4. nelle zone a rischio sismico elevato non è auspicabile realizzare edifici più alti di due piani
  5. il tetto non deve poggiare la sua forza soprattutto sulle pareti, perché questo genera un aumento di spinta nel caso di scosse di terremoto
  6. Effettuare diverse prove di antisismicità

Insomma, nelle ricostruzioni post terremoto occorre tenere gli occhi bene aperti!

Energia, ambiente e risorse naturali
Register New Account
Reset Password
Compare items () compare