Italia: dall’industria alimentare soltanto l’11% di emissioni CO2

cesto-spesa-1080x675L’impatto ambientale dell’industria alimentare italiana, all’interno della filiera di consumo, è pari ad appena l’11% del totale delle emissioni di CO2. Questo è quanto fa presente in una nota Federalimentare, sottolineando come dagli anni Novanta l’industria italiana del Food&Beverage ha ridotto del 30% le emissioni di CO2, contribuendo invece a produrre un risparmio energetico complessivo del 15-20%, e riducendo i consumi idrici del 30-40%. Il sistema alimentare italiano, come afferma il presidente della federazione Luigi Scordamaglia, si pone su scala globale come modello di produzione e consumo sostenibile, in grado di far fronte al crescente fabbisogno della popolazione mondiale nel rispetto dell’ambiente e della comunità. Negli ultimi 15 anni, inoltre, l’industria alimentare italiana ha ridotto complessivamente del 40% il peso e il volume degli imballaggi, con un risparmio di 300 milioni di tonnellate di imballi primari e di circa il 20% delle emissioni di anidride carbonica.

Infatti, sono stati raggiunti e superati i target fissati dall’UE su recupero e riciclo dei rifiuti d’imballaggio, con percentuali sempre crescenti di anno in anno. Le azioni dell’industria alimentare per la sostenibilità ambientale, che includono l’ottimizzazione dell’uso delle risorse e la riduzione degli impatti sugli ecosistemi, si basano su 5 linee d’intervento precise: approvvigionamento sostenibile e pieno sfruttamento delle materie prime agricole; uso efficiente delle risorse di base come energia e acqua; ottimizzazione del packaging e corretta gestione degli imballaggi post-uso (recupero/riciclo); politiche e azioni volte a promuovere il consumo sostenibile.

Energia, ambiente e risorse naturali
Register New Account
Reset Password
Compare items () compare