Cambiamenti climatici in Italia

I cambiamenti climatici in Italia: qual’è il quadro attuale e quali sono gli scenari futuri possibili?

Cambiamenti climatici in Italia: scioglimento dei ghiacciai nelle AlpiI cambiamenti climatici in Italia derivanti dal riscaldamento globale sono un fenomeno appurato. Purtroppo le politiche messe in atto per contrastare i cambiamenti climatici sono ancora insufficienti dunque meglio prepararsi agli scenari a cui lo stivale potrebbe andare in contro anche se le notizie in arrivo non sono per niente confortanti.

L‘incremento della temperatura media globale, sia atmosferica che oceanica con conseguente aumento della velocità dello scioglimento dei ghiacci ed innalzamento del livello dei mari potrebbe avere delle conseguenze catastrofiche non solo per il Belpaese, ma per tutto il mondo. I cambiamenti climatici in Italia potrebbero essere la causa dell’ inondazione circa 4500 km quadrati delle nostre coste ma non solo.

Quello dei cambiamenti climatici dunque è un problema molto grande e molto serio, come del resto abbiamo già provato ad analizzare in questo articolo che parla dei Cambiamenti climatici cause e conseguenze. Un problema grande e serio per il quale però forse è bene restringere il campo al nostro paese, in modo da rendere più facilmente immaginabili le conseguenze che potrebbe portare e per cercare anche di svegliare le coscienze di chi ancora è assopito.

D’altronde più consapevolezza si crea intorno all’argomento dei cambiamenti climatici in Italia più sarà facile far passare il messaggio che l’approccio da adottare per combattere il surriscaldamento globale comprende molte politiche volte a ridurre le emissioni con approcci che vanno da quelli di portata internazionale ad approcci di portata comunale. A livello europeo ad esempio, l’intenzione espressa dalla commissione è quella di raggiungere al più presto la “carbon neutrality,” quindi zero emissioni nette di gas serra, preferibilmente entro il 2050.

L’Italia è uno stato membro dell’Unione Europea e quindi in qualche modo sarà costretta ad adottare queste politiche anche perché il nostro paese è tra quelli più vulnerabili a livello climatico come gli esperti denunciano da tempo.

Cambiamenti climatici in Italia: qual’è la situazione attuale?

Secondo Domenico Gaudioso, studioso dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), giunge a conclusioni interessanti in questo articolo. In base agli studi del CNR ISAC le temperature medie annuali in Italia sono cresciute di 1,7 °C negli ultimi due secoli. Tendenza che si è accentuata in particolare negli ultimi 50 anni, per i quali l’aumento è stato di 1,4°C. Se integriamo questi dati con quelli dell’ISPRA scopriamo che se tra il 1961 ed il 1981 le temperature medie in Italia erano diminuite, l’esatto opposto è accaduto durante il periodo che va dal 1981 al 2008 come l’immagine mostra bene.

Anomalie della temperatura media in Italia

Fonte: elaborazione ISPRA su dati delle stazioni della rete dell’Aeronautica Militare

Il dato allarmante che emerge è che l’aumento della temperatura media in Italia è superiore a quello medio globale. Inoltre un’analisi sulle tendenze stagionali per area geografica, Italia settentrionale, centrale e meridionale, evidenzia come l’aumento della temperatura media è significativo ovunque in autunno dal 1970, ed in estate dal 1980. Tendenza al riscaldamento che è confermata anche dai valori estremi delle temperature.

Per quanto riguarda le tendenze delle precipitazioni nel lungo periodo gli studi del CNR indicano una stima più ottimistica del problema dato che l’entità della riduzione delle precipitazioni risulta dell’ordine del 5% per secolo; essa sembra dovuta principalmente alla primavera.

Tuttavia, il numero limitato di serie temporali sufficientemente continue e di qualità controllata, e la loro distribuzione non omogenea sul territorio, impediscono per il momento di arrivare a una conclusione circa l’esistenza o meno di tendenze significative sugli eventi estremi di precipitazione in Italia.

Quali sono le possibili conseguenze per l’Italia?

Le conseguenze per il nostro paese, sebbene siano difficilmente quantificabili in numeri, potrebbero essere disastrose, specie se azzardiamo previsioni a lungo termine. Avere una idea chiara di cosa accadrà all’interno dei nostri confini nazionali, senza tener conto di tutti gli altri effetti indiretti è essenziale, per poter dare il giusto peso alla questione. Tuttavia, per una maggiore attendibilità proviamo a fermarci alle previsioni per l’anno 2050.

Cambiamenti climatici in Italia: Siccità e precipitazioni

Cambiamenti climatici: siccità e desertificazione in ItaliaFra le conseguenze a cui stiamo già assistendo, visibili anche senza bisogno di scomodare gli scienziati, ci sono un aumento della siccità con conseguente aumento del numero di incendi e drammatiche conseguenze sull’agricoltura.

Inoltre si sta verificando un vero e proprio cambiamento delle precipitazioni: non più piogge di media entità diluite nel tempo ma scarichi d’acqua concentrati in brevi periodi che scateneranno fenomeni di rischio idrogeologico. D’altronde fenomeni idrogeologici come alluvioni, frane, erosioni, si stanno già verificando in Italia e mostrano una tendenza crescente nel livello dei danni: siamo già a più di due miliardi di euro all’anno. In Italia inoltre, stima il CNR, dal 2010 ad oggi 45mila persone sono state evacuate a causa di eventi meteo estremi o a questi legati.

Ovviamente questi fattori avranno anche un’influenza pesante sulle infrastrutture del nostro paese che non saranno in grado di reggere queste situazioni non essendo state progettate per farlo quando sono state costruite.

Erosione delle coste Italiane

Di certo c’è che prima del 2050 le acqua non si alzeranno di decine di metri, tuttavia è bene non sottovalutare fin da ora l’erosione costiera che comporterà una perdita di terreni costieri e delle relative attività economiche, delle infrastrutture e degli insediamenti urbani.

A questo proposito alcuni studi hanno stimato che l’impatto del surriscaldamento globale sulla nostra economia nel 2050 sarà di un PIL più basso circa dello 0,31%. Quel numero però, proviene sostanzialmente da due settori che verranno colpiti: il turismo e l’agricoltura, e quello zero virgola vale più di 5 miliardi di euro in meno. Assisteremo quindi a danni importanti all’economia rurale costiera, a causa dell’intrusione di acqua salata.

Come dicevamo più sopra sono 4500 i km quadrati a rischio inondazione. Un rischio che riguarda soprattutto la zona caratterizzata dal delta del fiume Po e dalla laguna di Venezia, dal momento che questa zona si trova sotto il livello del mare ed ospita numerosi insediamenti residenziali, siti dal grande patrimonio culturale e stabilimenti industriali come potete facilmente vedere in questa mappa:

Possibile scenario Inondazione dovuta a cambiamenti climatici in Italia

Possibile scenario Inondazione dovuta a cambiamenti climatici in Italia. Fonte: https://ss2.climatecentral.org

 

Malattie e flussi migratori

Se fino a ad ora abbiamo analizzato le conseguenze dirette dei cambiamenti climatici è giusto anche soffermarci su quelle indirette. Il surriscaldamento globale infatti, porta le popolazioni in terre ancor più colpite della nostra ad emigrare: il termine rifugiato climatico viene utilizzato sempre più spesso ed è una realtà destinata a diventare sempre più comune.

Ma non solo questo: infatti è previsto anche un aumento della diffusione di malattie infettive. Si prevede l’aumento della diffusione della zanzara tigre e con essa le patologie che la puntura di questo insetto comporta. Non solo: i ricercatori del MIT hanno osservato come, a fronte del generale aumento di un grado centigrado, le patologie psicologiche di media entità sono salite del 2%. Le malattie rilevate includono: depressione, stati di ansia, insonnia, paure, malesseri psichici generalizzati.

Conclusioni

Dai dati che abbiamo riportato in questo approfondimento sui cambiamenti climatici in italia emerge una situazione piuttosto allarmante quindi. Per questo è necessario cominciare fin da subito a modificare le nostre abitudini e cercare di rispettare l’ambiente e di contrastare il surriscaldamento globale.

Cosa spetti a farlo?

Energia, ambiente e risorse naturali
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