Bologna Smart City: progettare una città intelligente

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Prende il via il secondo incontro dello Scientific Board del progetto LIFE+ BLUE AP

L’adattamento ai cambiamenti climatici è sempre più importante per rafforzare la resilienza delle nostre società e dei nostri sistemi economici agli impatti negativi del clima che cambia.

Azioni efficaci di adattamento possono ridurre i costi complessivi dei danni provocati dal cambiamento climatico, salvaguardare beni e risorse naturali e umane, stimolare la ripresa economica.

A partire da questi obiettivi si svolge oggi a Bologna il secondo incontro del Comitato Scientifico del progetto LIFE BLUE AP – Bologna città resiliente (LIFE11 ENV/IT/119).

All’incontro di oggi, 9 Ottobre, vengono presentati e discussi la strategia locale per l’adattamento ai cambiamenti climatici e il piano d’azione per l’adattamento locale della città di Bologna.

L’evento rappresenta, quindi, un’importante fase del processo di definizione della strategia locale per l’adattamento ai cambiamenti climatici, che culminerà il prossimo 16 ottobre con la firma a Bruxelles del Patto dei Sindaci per l’Adattamento “Mayors Adapt”, dove Bologna rappresenterà il primo Comune italiano firmatario del Patto.

Il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) presiede e coordina il Comitato Scientifico del progetto BLUE AP. Sergio Castellari è il Presidente dello Scientific Board.

Sulla base delle indicazioni della Commissione europea, in seguito all’adesione di Maggio scorso del Comune di Bologna all’iniziativa europea “Mayors Adapt”, la città ha deciso di suddividere il lavoro in due documenti. Il primo, la “Strategia locale di adattamento ai cambiamenti climatici”, indica i principali obiettivi per l’adattamento, specificando il modo con cui Bologna intende raggiungerli, e quali traguardi e obiettivi tangibili sono stati presi in esame. Il secondo documento, il “Piano d’azione per l’adattamento locale della città di Bologna”, sarà redatto in prima istanza sulla base dei commenti e dei suggerimenti ricevuti durante il meeting, per essere ultimato entro la fine di dicembre.

La discussione, in particolare, si focalizza su tre aspetti: siccità e scarsità d’acqua; ondate di calore nelle aree urbane; eventi estremi di precipitazione e rischio idrologico. Nel corso del dibattito sono prese in considerazione le barriere locali che ancora oggi ostacolano la risoluzione di tali problematiche e le misure più urgenti da adottare, indagando inoltre su come promuovere e aumentare il coinvolgimento attivo dei cittadini in questo processo.

L’incontro vede la partecipazione di un rappresentante del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dei partner del progetto, tra cui l’Assessore Patrizia Gabellini, e degli esperti nazionali e internazionali del Comitato Scientifico. Gli esperti di questo Comitato Scientifico sono dieci: Jan Rasmussen (Citta ‘di Copenhagen, Danimarca), Andrea Filpa (Facoltà di Architettura, Università di Roma Tre, Italia), Alfons Finkers (Città di L’Aia, Paesi Bassi), Margaretha Breil (CMCC / Fondazione Eni Enrico Mattei, Venezia, Italia) , Jaroslav Mysiak (CMCC / Fondazione Eni Enrico Mattei, Venezia, Italia), Gary McGrogan (Sheffield, Regno Unito), Michele Vurro (Bari), Andrea Limauro (Città di Washington ,Stati Uniti d’America), Barbara Norman (Università di Canberra, Australia), Luca de Stefanis (Città di Portland, Oregon, Stati Uniti d’America).

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Energia, ambiente e risorse naturali
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