Ferrara Sharing Festival : l’Alveare che dice sì! porta la sharing economy al servizio della filiera corta

Alverare che dice siL’Alveare che dice sì! è la startup che unisce, grazie alla tecnologia e alla sharing economy, produttori locali e consumatori per sostenere il consumo di prodotti freschi e genuini. In occasione del Ferrara Sharing Festival (20-22 maggio), L’Alveare che dice sì! presenterà il suo modello che permette in modo semplice ed economico di fare la spesa sana e a chilometro zero.

Condividere e guardare al futuro. Con questo obiettivo L’Alveare che dice sì!, la startup che ha creato un nuovo modo per vendere e comprare i prodotti locali utilizzando il web, fa tappa al Ferrara Sharing Festival (20-22 maggio), il primo festival italiano sul tema della condivisione e della sharing economy
. L’Alveare che dice si! terrà un banco informativo all’interno del chiostro di San Paolo, in via Boccaleone, durante tutta la durata del Festival.

L’incontro con il CEO Eugenio Sapora sarà domenica 22 alle 14.30 presso la Sala della Musica, al primo piano dell’ex convento di San Paolo, nell’ambito dell’incontro “Dal riciclo alla ridistribuzione” insieme alle altre startup LastMinuteSottoCasa e Gnammo.

Fondata a fine 2015 presso i locali dell’Incubatore I3P del Politecnico di Torino, L’Alveare che dice sì! è una startup che punta ad unire, grazie alla tecnologia e alla sharing economy
, agricoltori e consumatori
per permettere una distribuzione più efficiente dei prodotti locali, dando vita ad un modello replicabile di impresa sociale: l’Alveare.

La piattaforma di vendita favorisce gli scambi diretti fra agricoltori locali e comunità di consumatori. I produttori locali presenti nel raggio di 250 km possono infatti iscriversi al portale e unirsi in un “Alveare”, mettendo in vendita online i prodotti che i consumatori possono acquistare sul sito e prenotare con un semplice click. Produttori e consumatori si ritrovano poi una volta alla settimana creando piccoli mercati temporanei a Km 0, conosciuti come Alveari. Qui, sarà il produttore stesso a consegnare al consumatore i propri prodotti freschi e locali, scelti e prenotati tramite il sito, ed entrambi avranno occasione di incontrarsi ed instaurare un rapporto di conoscenza e fiducia.

La sharing economy al servizio della filiera corta
Un meccanismo semplice e divertente dunque, che si basa sulla sharing economy: chiunque può in effetti creare il proprio Alveare e diventare gestore del suo gruppo d’acquisto 2.0.

Ci si iscrive sul sito www.alvearechedicesi.it, si radunano amici, vicini, parenti e qualche produttore della zona ed ecco che ci si trova a trasformare un luogo della città (un ufficio, un bar, un giardino, il locale di un’associazione…) in un piccolo mercato effimero dove appunto, produttori e consumatori si incontrano settimanalmente per la distribuzione dei prodotti, il tutto in piena convivialità.

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